Regium Lepidi, in 500 per il nuovo museo virtuale

Un folto pubblico ha seguito il convegno scientifico internazionale “Archeologie a confronto per la ricostruzione della città Romana

REGGIO EMILIA – In occasione della inaugurazione della sala con la ricostruzione in 3D della Reggio romana nell’ambito delle collezioni archeologiche dei Musei Civici di Reggio Emilia, sabato nell’Auditorium del Credem si è svolto il convegno scientifico internazionale “Archeologie a confronto per la ricostruzione della città Romana”, che ha richiamato un folto pubblico di specialisti, di appassionati, di studenti.

Il convegno si è articolato in due sessioni, quella della mattina centrata sul tema dell’Archeologia virtuale, mentre quella del pomeriggio sugli aspetti storici e archeologici della Reggio romana. Il convegno è stato organizzato dalla Duke University, prestigioso ateneo americano, e dal Lions Club Reggio Emilia – Host “Città del Tricolore”, in collaborazione con i Musei Civici e con la Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna, nell’ambito del Regium@Lepidi-Project 2200.

Alla tribuna dei relatori si sono avvicendati i maggiori specialisti, italiani e stranieri, di musei virtuali e di archeologia digitale, che hanno portato all’attenzione del pubblico presente alcuni dei più recenti ed esemplari casi di installazioni che consentono una esperienza immersiva nella realtà antica, senza sottovalutare il contributo che le neuroscienze possono portare a migliorare la fruizione di tali tecnologie innovative.

Un’attenzione speciale è stata naturalmente riservata al Regium@Lepidi Project, che permette di rivivere in stereoscopia il paesaggio urbano e naturale dell’antica Regium Lepidi, ricollegando la città moderna al suo retaggio romano, oggi invisibile, attraverso accurate simulazioni 3D, una sorta di laboratorio sperimentale in cui i visitatori possono interagire con gli oggetti in un ambiente virtuale completamente immersivo.

2Nella sessione pomeridiana la ricostruzione del paesaggio urbano originario, e soprattutto il percorso antico del Crostolo, che ha naturalmente condizionato lo sviluppo della città romana, è diventata lo sfondo su cui ambientare i quartieri residenziali, la aree pubbliche, le attività produttive di Regium Lepidi. Un appassionato dibattito ha riguardato la identificazione dei principali edifici dell’area forense, in particolare se la principale piazza cittadina avesse ospitato un tempio o una curia (il senato cittadino) al fianco della accertata presenza della basilica (palazzo di giustizia e mercato coperto).

Al termine del convegno un manipolo di legionari della Legio I Italica, con comandante e portatori di insegne, ha scortato i convegnisti e il pubblico presente al Palazzo dei Musei, ricalcando quella via Emilia il cui tracciato non è mai cambiato dalla antichità ai giorni nostri.

Quasi 500 le persone che, sotto lo sguardo vigile dei legionari, hanno affollato la sala romana con le installazioni che fanno rivivere l’antica Regium Lepidi nel nuovo museo virtuale permanente, il primo in Europa con queste caratteristiche, il quale mette inoltre in risonanza le ricostruzioni digitali con gli antichi manufatti, che delle nuove visualizzazioni sono i protagonisti.

Il pubblico presente ha avuto l’opportunità di essere guidato alla scoperta della nuove installazioni direttamente dalla voce del professor Maurizio Forte e del dottor Nevio Danelon della Duke University, autori del museo virtuale.