Quantcast

Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

Paglia, Sel: “Acqua pubblica, non tradire volontà elettori”

Il deputato: "Si tratta solo di abbandonare una volta e per sempre qualsiasi sudditanza psicologica nei confronti di Iren"

REGGIO EMILIA – “A Reggio Emilia è in corso un importante dibattito sulla ripubblicizzazione del ciclo idrico. È bene che sia così, perché per la prima volta la cittadinanza ha l’occasione di poter verificare numeri alla mano il significato di una scelta importante. È bene tuttavia anche che la conclusione sia l’unica possibile, ovvero proseguire sulla strada da sempre indicata dalla maggioranza dei cittadini, da Sel e dall’assessore Tutino.

Non farlo significherebbe infatti tradire nuovamente e per due volte il mandato democratico, espresso già dagli elettori italiani e reggiani in particolare con il referendum, e ribadito con l’adesione al programma elettorale di Vecchi e del centrosinistra. Io credo che mai come oggi la democrazia debba significare far corrispondere i fatti alle promesse, come condizione minima per riavvicinare i cittadini alla politica.

Capisco che esistano timori legati alla praticabilità dell’operazione, ma questi devono essere assolutamente fugati. Non dovranno infatti essere i Comuni a farsi carico dell’indebitamento necessario all’acquisizione degli asset necessari al servizio, ma la società in house a cui questo sarà affidato, senza che esistano riverberi sui conti degli enti locali collegati.

Il piano finanziario sembra assolutamente sostenibile, anche perché fondato su stime molto prudenziali rispetto all’onerosità degli interessi bancari, e gli aumenti tariffari previsti sono sostanzialmente in linea con l’inflazione e comunque inferiori a quelli medi applicati negli ultimi anni. Non si può supporre che esista una difficoltà a individuare un pool di istituti finanziari interessati a garantire i fondi necessari all’operazione, dato che questa sarebbe garantita dalle tariffe fino all’ultimo centesimo e le tariffe hanno tassi di morosità vicini allo 0.

Può eventualmente spaventare la necessità di gestire un’operazione industriale complessa, ma non va dimenticato che sono state le società pubbliche, non certo quelle private a garantire fino a pochi anni fa l’infrastrutturazione dei nostri territori. Si tratta solo quindi di abbandonare una volta e per sempre qualsiasi sudditanza psicologica nei confronti di Iren e una certa pigrizia mentale che ha visto negli ultimi anni il mercato come unica soluzione di tutti i problemi, quando invece è stato spesso vero il contrario. Sono certo che Reggio Emilia alla fine, nonostante tutti i rumors destabilizzanti, saprà scegliere per il meglio”.