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“Lanzetta, l’ex ministro farmacista che resiste alle mafie”

Stefano Morselli: "Si dimise da ministro per fare l'assessore in Calabria, ma non accettò di stare in giunta con De Gaetano che oggi è ai domiciliari"

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REGGIO EMILIA – “Oggi voglio raccontare una piccola storia e rendere omaggio a una persona per bene. Il 12 febbraio scorso, al Teatro Pedrazzoli di Fabbrico, partecipai alla presentazione del libro “Al nostro posto. Storie di donne che resistono alle mafie”, organizzata dai promotori del Mese della Memoria e della Legalità. Ebbi così l’occasione di intervistare alcune delle donne che di quel libro sono protagoniste. Tra esse, Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco di Monasterace, alla quale i mafiosi bruciarono due volte la farmacia di famiglia, poi chiamata a far parte del governo Renzi come ministro agli Affari regionali.

All’epoca dell’incontro a Fabbrico, la Lanzetta girava sotto scorta. Faceva ancora parte del Pd (adesso non so) ma era già stata liquidata dal governo. Ufficialmente, venne raccontato che si era dimessa di propria volontà, per accettare la proposta di entrare nella giunta regionale della Calabria, appena passata al centro-sinistra. “Macchè – mi raccontò lei – semmai mi hanno dimesso altri, senza nemmeno informarmi”. Più informato doveva ovviamente essere il capo del governo Matteo Renzi. Ma le ragioni di quella liquidazione non furono mai chiarite.

Quando poi fu il momento di concretizzare il passaggio alla Regione Calabria, la Lanzetta si accorse che tra i suoi futuri colleghi ci sarebbe stato tale Nino De Gaetano (Pd), sfiorato anche se non indagato da una inchiesta per voto di scambio politico-mafioso. “Personaggi loschi hanno fatto campagna elettorale per lui – mi spiegò l’ex ministra dimissionata – Allora comunicai che in quella compagnia io non ci sarei stata: decidessero chi scegliere”. Scelsero De Gaetano e la Lanzetta tornò a fare la farmacista.

E’ di oggi la notizia che Nino De Gaetano, assessore ai lavori pubblici e ai trasporti, è finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della magistratura sulle spese pazze alla Regione Calabria. Insieme a lui – ma in questo caso il mal comune non significa mezzo gaudio – sono indagati un ex parlamentare di Forza Italia, un senatore del Nuovo Centrodestra (per il quale è stata richiesta al Parlamento l’autorizzazione all’arresto) e nunerose altre persone di variopinta appartenenza politica.

Un abbraccio a Maria Carmela Lanzetta, farmacista, che continua a resistere alle mafie”.

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