L’addio di Zito a Reggio: “Lotta a mafia, resta molto da fare”

Il colonnello: "Dopo Brescello controlleremo la situazione anche di altre amministrazioni locali". Al suo posto dal 20 luglio arriverà Antonino Buda

REGGIO EMILIA – Il comandate dei carabinieri, il colonnello Paolo Zito, ha salutato oggi la nostra città. Lo aspetta un importante incarico a Roma al comando della 1° brigata Mobile con competenza sull’intero territorio nazionale. Al suo posto, dal 20 luglio, arriverà Antonino Buda, 50 anni, catanese, sposato, con due figli.

Zito ha salutato oggi la stampa e ha tracciato un bilancio della sua attività in questi tre anni: 1.300 persone tratte in arresto, 12.000 le denunce. Centomila i servizi di controllo del territorio, con l’impiego complessivo di oltre 200 mila uomini: 12.364 le pattuglie nei centri abitati, 83.510 i servizi di perlustrazione in provincia, 4.282 i servizi di carabiniere di quartiere.

“Ho vissuto un momento davvero storico per Reggio – spiega il colonnello Zito – con la disarticolazione della cosca Grande Aracri, attiva da 30 anni in città”. Tutto è iniziato con il sequestro di beni per oltre 3.000.000 di euro operato nei confronti di Francesco Grande Aracri, primo sequestro patrimoniale di beni operato a Reggio e provincia e primo sequestro anticipato di beni in Emilia Romagna, poi quello da 5.000.000 di euro nei confronti dei fratello Sarcone nel settembre 2014. Tra i due sequestri l’operazione Zarina concernente l’esecuzione di 13 provvedimenti restrittivi di natura cautelare ritenute affiliate alle cosche Arena e Nicoscia di Isola Capo Rizzuto.

Il 2015 è proseguito sulla stessa lunghezza d’onda con l’operazione Aemilia ma anche con le prime cinque condanne di altrettanti indagati dell’operazione Zarina. Quindi l’informativa sul comune di Brescello, a sua firma,  culminata con l’accesso nel comune da parte della commissione come stabilito dal ministero dell’Interno, la prima in Emilia. Ha detto Zito: “Al riguardo l’attività dell’Arma si concentrerà a monitorare la situazione anche di altre amministrazioni locali”.

Dal prossimo 20 luglio il colonnello Zito lascerà il comando provinciale dell’Arma reggiana trasferendosi nella Capitale essendo stato assegnato al comando della 1^ Brigata Mobile che ha competenza su tutti i reggimenti e i battaglioni d’Italia il cui personale è impegnato nell’affrontare improvvise e delicate emergenze di ordine pubblico. Alle sue dipendenze anche le Cio, le Compagnie d’intervento operativo speciale che nel recente passato hanno operato in via straordinaria anche a Reggio per ristabilire migliori condizioni di sicurezza e vivibilità dei centri cittadini.

Questo il saluto di Zito ai reggiani: “Noi in questo triennio abbiamo fatto la nostra parte. Ma resta ancora molto da fare. I vuoti lasciati dagli arresti si colmano rapidamente per cui è importante decifrare chi potrà subentrare nella gestione degli affari illeciti al posto o per conto della cosca Grande Aracri. Bisogna inoltre valutare fin da ora i legami con la criminalità cinese e albanese, per esempio, e affinare la capacità di leggere i nuovi assetti societari   delle imprese che tendono ad eludere le interdittive antimafia. Perché spesso usando solo nuovi nomi, gli interdetti continuano a ricoprire incarichi di rilievo. Non sempre le dichiarazioni di intenti si traducono in fatti”.

A conclusione, il colonnello Zito porge i suoi ringraziamenti alla città: “Ringrazio in primis i carabinieri di questa provincia per la collaborazione che mi hanno offerto, la lealtà   e la disponibilità con cui hanno affrontato il lavoro quotidiano anche tra molte difficoltà. Ringrazio inoltre la città di Reggio per il modo in cui mi ha permesso di lavorare”.