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Jobs Act: la Spadoni (M5s) con la Cgil contro i “furbetti”

REGGIO EMILIA – “Sono d’accordo con Guido Mora, segretario provinciale della Cgil quando afferma che questa distorsione del mercato del lavoro con il Jobs Act era facilmente prevedibile”. Lo afferma l’onorevole Maria Edera Spadoni del Movimento 5Stelle, annunciando di star predisponendo in Parlamento un’interrogazione che prende spunto dalla  recente denuncia della Cgil relativa al caso di aziende che sfruttano lacune del Jobs Act per ottenere fino 8 mila euro di sgravi fiscali.

“Come M5S abbiamo da sempre puntato il dito contro le innumerevoli criticità del Jobs Act del Governo Renzi: ora infatti iniziano a manifestarsi numerose situazioni in cui si può toccare con mano che questa legge fa acqua da tutte le parti”, sottolinea la deputata, che poi, riferendosi al caso sollevato dal sindacato aggiunge: “Il giochino, come è stato denunciato, è semplice: dipendenti spesso con contratto indeterminato vengono licenziati e poi riassorbiti in un’azienda creata ad hoc che svolge le stesse mansioni; dopo sei mesi i lavoratori vengono assunti di nuovo con un contratto indeterminato e così facendo le aziende ottengono degli sgravi fiscali”.

Il M5S si unisce al coro di chi sostiene che la pressione fiscale nel nostro Paese è troppo elevata. Spadoni rimarca: “Numerose aziende dovrebbero ricevere degli incentivi piuttosto che subire una vera e propria pressione da uno Stato che non facilita ma le facogita. Noi del M5S facciamo di tutto per incentivare le piccole medie imprese, per esempio tagliandoci lo stipendio da parlamentari per finanziare il Fondo per il microcredito. Ma ciò che non è tollerabile è che un Governo faccia una legge che di fatto agevoli questi tristi giochetti. I lavoratori vanno tutelati, non si può fare il gioco delle tre carte sulla loro pelle”.