Frodi creditizie, a Reggio è boom

La nostra provincia con 193 truffe rilevate ha fatto segnare un consistente aumento del 17,3% in un anno

REGGIO EMILIA – Ladri di identità sempre in azione in Emilia-Romagna, e a Reggio è boom delle frodi creditizie secondo i dati forniti dall”osservatorio Crif (azienda specializzata nello sviluppo e nella gestione di sistemi di informazioni creditizie).

L’anno scorso in regione le frodi creditizie realizzate tramite l’utilizzo illecito di informazioni personali sono state ben 1.280. Appena poco meno di quanto registrato nel 2013 quando se ne erano contate 1.452. Così l’Emilia-Romagna si conquista l’ottavo posto nella graduatoria nazionale, guidata dalla Campania, capolista per presenza di pirati digitali.

In Emilia-Romagna il maggior numero di frodi creditizie, che vengono attuate con la clonazione della carta di credito o il furto dei dati personali, è stato registrato nella provincia di Bologna: con 240 casi nel corso del 2014 il capoluogo si posiziona al 23esimo posto del ranking nazionale, seguito poco sotto da Modena (26sima con 233 casi). Reggio Emilia con 193 frodi rilevate ha fatto segnare un boom di crescita, con un consistente aumento del 17,3%.

Significativo anche l’aumento del numero di casi (sono 120) nella provincia di Forlì-Cesena, con +7,2%. Tra le altre province si piazzano a ruota: Parma (120 frodi), Ravenna (110), Rimini (115) e Piacenza (70). L’Emilia-Romagna insomma insegue tutto sommato il trend nazionale, che vede la crescita inarrestabile di questo crimine ancora poco conosciuto. E se da un lato diminuisce il tempo impiegato dalle Forze dell’ordine per far venire a galla le truffe (la metà dei casi viene scoperta entro i 12 mesi), cresce invece l’importo medio frodato.

Nel mirino dei pirati digitali ci sono soprattutto i prestiti finalizzati, ovvero quei finanziamenti concessi da una società di credito per l’acquisto di un determinato bene. Ma anche i prestiti personali (+13%), i cosiddetti mutui concordati con le banche, e le carte di credito, che vengono clonate e “svuotate”. Un vero boom si registra anche sui contratti di leasing auto, pur se i numeri rimangono contenuti. Tra i beni più acquistati grazie a queste frodi ci sono soprattutto elettrodomestici, auto e mobili.

Ma se i ladri d’identità sono sempre più in agguato, come fare a difendersi da queste insidie? Alzando il livello di allerta e tutelando il più possibile i propri dati personali. All’epoca dei social network, massima attenzione va posta a tutto ciò che si condivide online. Spesso infatti i pirati della rete si servono delle informazioni che noi stessi pubblichiamo su siti e piattaforme web. Un esempio semplice: se si condivide una foto del proprio cane e il suo nome è anche la password della posta elettronica o dell’internet banking si rischia di servire un grande assist ai ladri del web. Le informazioni contenute nei profili pubblici possono essere usate per preparare trappole perfette, comprese le diffuse truffe via mail. Poi, meglio aggiornare sempre i propri software e occhio alle password: quando ci si registra ai più svariati portali di servizi, è consigliabile usare un codice segreto diverso per ogni profilo (e assicurarsi che sia a prova di violazione). Computer, smartphone e tablet sono a rischio anche quando si decide di rivenderli o di buttarli, per questo bisogna essere sicuri che i dati personali siano stati eliminati definitivamente. Diversamente, recuperarli potrebbe non essere così difficile per un frodatore esperto.

A subire frodi sono soprattutto uomini (62,4% del totale). Ma anche l’incidenza delle donne è in progressiva crescita (+0,6% rispetto al 2013). La maggior parte dei frodati ha tra i 41 e i 50 anni (25,1%) ma l’insidia cresce specialmente sugli over 50 con un +16,9% rispetto al 2013. Emerge poi come lavoratori autonomi e liberi professionisti siano più esposti al rischio truffa: in un caso su tre la vittima detiene partita Iva.