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Elezioni, Calvano dà la scossa al Pd: serve nuova classe dirigente

Il segretario regionale del Pd: "Serve maggiore radicamento territoriale, l'Emiilia-Romagna può dare consigli". E cita l'exploit del segretario Pd Costa a Luzzara

BOLOGNA – E’ in sella da poche settimane ma, di fatto, queste sono le sue prime elezioni da segretario regionale del Pd. E nonostante il partito non abbia sfondato anche alle amministrative in Emilia-Romagna, Paolo Calvano non ha “nulla da recriminare”. Detto questo, pero’, per il segretario emiliano-romagnolo e’ arrivato il momento di dare una scossa al partito. Al Pd, sostiene Calvano, serve una struttura piu’ forte sul territorio e una nuova classe dirigente, sia a livello locale che nazionale.

Archiviata questa tornata elettorale, sostiene Calvano parlando alla ”Dire”, “abbiamo l’occasione di fare cio’ che Renzi immagina da tempo: un nuovo radicamento territoriale, perche’ si vince anche con un partito forte sul territorio, e una classe dirigente autorevole. E’ un obiettivo che ci siamo dati ed e’ ora di farlo. E dall’Emilia-Romagna proveremo a dare qualche suggerimento”. Calvano collega la questione all’ennesimo crollo dell’affluenza.

“Quando aumenta la disaffezione anche il vivaio si riduce – sottolinea il segretario- l’obiettivo e’ avviare un percorso inverso, recuperando credibilita’ e nuova partecipazione”. E, di conseguenza, poter puntare su forze fresche con cui costruire una nuova classe dirigente. “Dove abbiamo una candidatura forte, come il nostro segretario provinciale di Reggio Andrea Costa a Luzzara, il Pd tiene e vinciamo bene”, rivendica Calvano.

Luzzara a parte, il Pd e’ apparso un po’ in affanno in queste elezioni. Anche in Emilia-Romagna. “A Faenza abbiamo giocato un primo tempo molto buono e abbiamo ottenuto un bel 45% – sostiene pero’ Calvano- con nove candidati sindaco, e una lista alla nostra sinistra, il rischio frammentazione era molto alto e non sempre si sfonda”.
Gli anni di amministrazione del sindaco uscente di Faenza, Giovanni Malpezzi, “non sono stati facili, ha dovuto sistemare diverse cose – afferma Calvano – ora torneremo in campo con la stessa determinazione e umilta’ del primo tempo”.

Il candidato della Lega nord, Gabriele Padovani, che si e’ piazzato secondo e che andra’ al ballottaggio con Malpezzi, “e’ molto distante – sottolinea il segretario – ci sono tutte le condizioni per vincere. Quella di Malpezzi e’ una candidatura di grande credibilita’ e lo dimostrera’”. Bondeno, ammette invece il leader Pd, “e’ il nostro Veneto”. Ovvero, “una roccaforte leghista dove e’ difficile ribaltare le cose”. Tra l’altro, aggiunge Calvano, “in una tornata elettorale che ha visto la Lega nord portare a casa un risultato importante a livello nazionale, nella sua roccaforte ha ottenuto un risultato pieno”.

Il Pd dal canto suo “ha fatto un importante rinnovamento” nelle sue liste, “si e’ recuperato qualcosa ma non e’ stato sufficiente”. In ogni caso, afferma Calvano, “era una missione molto ardua e l’abbiamo giocata bene, non ho nulla da recriminare”.
Il segretario regionale del Pd in Emilia-Romagna non fa drammi nemmeno sul risultato nazionale. “Generalmente negli altri Paesi europei, le forze che governano da poco tempo, al primo giro di elezioni, prendono una batosta – afferma Calvano – questa volta in Italia non e’ successo. Abbiamo avuto risultati non facili, ma non e’ successo quello che di solito accade altrove e abbiamo conquistato cinque Regioni su sette al voto”.

Il Veneto, come detto, era una “roccaforte difficile da ribaltare”. In Liguria, invece, “la divisione del centrosinistra ha avuto l’unico effetto di garantire la vittoria al delfino di Berlusconi”. E chi fa notare che anche in Veneto la Lega si e’ divisa, Calvano replica: “Tosi ha portato via una percentuale importante a Zaia, che pero’ partiva con un grande vantaggio” (Fonte Dire).