L’Antitrust stanga il Ccpl: 33,7 milioni di multa

La sanzione per concorrenza sleale, all'inizio di 60 milioni, è stata ridotta grazie all'inability to pay. Il gruppo cooperativo: "Cifra superiore a quanto previsto nel piano, attualmente all’esame degli istituti finanzia. Faremo ricorso"

REGGIO EMILIA – Una multa di ben 60 milioni di euro, ridotti a 33,7 milioni grazie alla clausola “Inability to Pay” (“Incapacità Contributiva”), comminata dall’Antitrust della Commissione europea, si abbatte sul Ccpl. La sanzione, relativa alle pratiche anticoncorrenziali della controllata Coopbox, leader del food packaging che controlla diverse società sparse in Europa, tra Francia, Spagna e Slovacchia, è stata comunicata stamattina al gruppo cooperativo.

Con un procedimento che si è trascinato dal 2008 al 2015, oggi la Commissione è arrivata a determinare il valore delle sanzioni. La sanzione riguarda una condotta che si è protratta dal giugno 2002 al dicembre 2007. Oltre a Ccpl sono state multate la finlandese Huhtamäki, le francesi Nespak e Vitembal, la tedesca Silver Plastics, le italiane Magic Pack e Sirap-Gema e l’inglese Linpac. Oltre a queste aziende sono stati multati anche due distributori: uno portoghese e uno inglese. La sanzione toccata alla Coopbox, controllata dal Ccpl è la più alta dopo quella di un’altra italiana, la Sirap Gema.

Commenta Ccpl in una nota: “Come è del tutto evidente, questa sanzione si abbatte su una azienda che, per andamento economico e consistenza patrimoniale, è completamente differente dall’azienda che ha commesso le infrazioni. Questo ammontare, allineato con il fondo di 45 milioni di euro appostato dal consiglio d’amministrazione nel bilancio 2013, è al momento superiore a quanto previsto nel piano, attualmente all’esame degli istituti finanziari. Abbiamo chiesto a questi, che sono i nostri principali interlocutori, un incontro per apportare le necessarie modifiche e rendere sostenibile questo ulteriore aggravio (alle banche, infatti, era stata prospettata una multa di dieci milioni). In parallelo, ci siamo già attivati con i nostri legali per avviare l’iter di mitigazione della sanzione, tramite ricorso, e di rateizzazione della stessa”.

La sanzione dell’Antitrust arriva in un momento non facile del Ccpl che sta rimettendosi in sesto grazie ai 55 milioni di euro che sono stati siringati al suo interno dal movimento cooperativo e che sta tentando di rialzarsi dopo aver chiuso il bilancio 2013 con una perdita monstre di 101 milioni di euro. Anche nel 2014 è previsto infatti un bilancio in perdita, comunque meno cospicua della precedente. I soldi freschi giunti dal sistema cooperativo hanno previsto come contropartita la cessione di parte del patrimonio industriale detenuto dal Ccpl.

La più rilevante riguarda il settore carburanti gestito tramite Energya, realtà tra le più promettenti che acquista su larga scala prodotti pretroliferi da rivendere poi tramite la rete di distributori low-cost Enercoop, Estense Energy e Adriatica Energy, divenuti un tassello fondamentale dell’ampia offerta delle coop di consumo. A prendersi in carico la quota del business carburanti in capo al Ccpl è il Ccfs, finanziaria delle cooperazione rossa che funge da cassaforte del sistema, capace di offrire liquidità alla società presieduta da Lino Versace, agevolata così nel complesso percorso di risalita.

Un affitto di ramo d’azienda che giunge a pochi mesi di distanza dal passaggio di Gesta nelle mani della consorella Coopserivice, e dalla cessione di parte degli immobili al fondo immobiliare chiuso Namira 7, quest’ultima operazione del valore di 20 milioni di euro.

Ora bisogna vedere cosa accadrà visto che l’entità della multa è superiore a quanto previsto nel piano presentato agli istituti finanziari.