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Acqua pubblica, ecco le cifre che turbano i sonni dei sindaci

Si inizierebbe una attività aziendale con oltre ​il 250% di debito sul fatturato che sarà di circa 70/75 milioni all'anno

REGGIO EMILIA – Reggio Sera è in grado di fornirvi, in anteprima, i dati dello studio di fattibilita’ commissionato da Agac Infrastrutture alla societa’ specializzata Agenia che sarà presentato il prossimo venerdi’ nella commissione Ambiente del Comune. E’ bene precisare, tuttavia, che l’ipotesi di una newco pubblica che gestisca l’acqua sembra oramai sempre più lontana dopo il no della direzione del Pd dei giorni scorsi e dopo che i sindaci avevano espresso numerose perplessità su questo piano.

Il dossier
In sintesi dallo studio Agenia emerge che è necessario versare 102 milioni + Iva al gestore attuale (Iren)​, inoltre bisogna considerare i circa 70 milioni di debiti di Agac infrastrutture che passerebbero in capo alla nuova newco e altri 28 milioni che servono per finanziare la start up e i relativi primi investimenti. Questo significa un debito di partenza di 225-230 milioni di euro. In questo modo, di fatto, si inizierebbe una attività aziendale con oltre ​il 300% di debito sul fatturato che sarà di circa 70/75 milioni all’anno. Bisognerà inoltre contrarre debiti ​con le banche per 150 milioni per far fronte al pagamento ​degli investimenti fatti sulle reti di Iren, ​dell’Iva e ai primi costi ed investimenti​ per la nuova Agac.

Questo, secondo lo studio, comporterà un incremento della tariffa ​del 3,8%​ nel primo anno e poi ogni anno di circa l’1%. Si dovrà corrispondere alle banche​ tra gli 11, poi 8,5 e poi 6​ milioni di euro di interessi all’anno per i primi​ 15 anni con un tasso di interesse delle banche al 5%. Inoltre si dovranno assumere ​oltre 300 ​persone da Iren​ con contratto parastatale. Il piano prevede un’insolvenza all’1,6%, oggi con Iren è al 4% e bisogna precisare che, nel caso di una municipalizzata, da studi, gli utenti si sentono meno in dovere di pagare.

Fra l’altro oggi Agac infrastrutture, società deputata alla gestione dell’acqua pubblica, prende circa 7 milioni di euro da Iren per l’affitto delle reti. Perdendo il corrispettivo con cui vengono pagati i mutui bisognerebbe scaricarlo sulle bollette.

Tuttavia il progetto, afferma lo studio, “appare sostenibile sotto vari aspetti”. In particolare, poiche’ i costi sono ripagati dalle tariffe, “stante le ipotesi adottate, non si evidenzia la necessita’ di nuovi apporti di capitale da parte dei Comuni”. L’operazione consente inoltre agli enti locali “di recuperare il valore deli asset Agac Infrastrutture superando la criticita’ normativa derivante dall”eventuale mantenimento dei canoni”.

I comitati
Non hanno perso tempo, intanto, i comitati per l’acqua pubblica di Reggio Emilia, a convocare l’assemblea pubblica per lo scorporo del servizio idrico da Iren. Dopo quattro giorni consecutivi di mobilitazione sotto il municipio, l’appuntamento e’ infatti gia’ fissato per domani, alle 21, nel chiostro della Ghiara. Si fara’ il punto della situazione per costruire le prossime iniziative a sostegno dell’acqua pubblica (altre assemblee sono programmate gia’ nei prossimi giorni sul territorio).