Acqua pubblica, avanza ipotesi società mista: referendari sul piede di guerra

Oggi si sono riuniti i sindaci della provincia per analizzare lo studio di fattibilità di Tutino. Molte le perplessità: piace l'ipotesi della società pubblica-privata. La decisione entro fine luglio. Ma i Comitati non ci stanno e sabato 13 giugno manifesteranno sotto il municipio

REGGIO EMILIA – I sindaci della provincia si sono riuniti oggi pomeriggio, nella sede del Pd in via Gandhi, con l’assessore comunale Mirko Tutino, per fare il punto della situazione sull’ipotesi di costituire una società pubblica che, per assecondare la volontà degli elettori espressa nel referendum, prenda in gestione da Agac Infrastrutture l’acqua.

Oggi è stato analizzato lo studio di fattibilità di una società di gestione del servizio idrico a totale controllo pubblico e sono stati visti i conti che, oramai, sono largamente usciti in questi giorni. Ovvero: 100 milioni per l’acquisto delle reti da Iren, 25 milioni per lo start up della newco, più altri 70 milioni di debiti con le banche che Agac infrastrutture ha per il costo degli impianti. Un totale da quasi duecento milioni di euro. Senza contare che bisogna accollarsi 315 dipendenti.

Alla riunione erano presenti 35 dei 44 sindaci reggiani e tutti i sindaci dei comuni capidistretto, a parte Bini, sindaco di Castelnovo Monti. C’era anche Luca Vecchi, sindado di Reggio. I primi cittadini del Pd si ritroveranno lunedì alla direzione del partito a discutere di questo tema e poi, di nuovo, a fine mese. Entro la fine di luglio sarà presa una decisione.

Tuttavia l’opinione prevalente uscita oggi pomeriggio è stata quella di prendere in seria considerazione il piano B che è stato proposto dal vicesindaco Matteo Sassi, ovvero quello di una società mista pubblico-privata in cui i Comuni siano soci al 51% e con una società veicolo creata ad hoc da Iren come socio al 49%. Questa soluzione potrebbe accontentare i referendari dato che vi sarebbe una forte maggioranza pubblica (il 51% più il fatto che la società veicolo è controllata da Iren che, a sua volta, è controllata dai Comuni) e tranquillizzerebbe chi ha dubbi sulla sostenibilità della società interamente pubblica.

Molti sindaci presenti oggi hanno espresso dubbi sul indebitamento, ma soprattutto sul fatto che oggi i Comuni devono fare bilanci consolidati che comprendano anche le società partecipate e i relativi debiti. Questo vorrebbe potere dire dover accantonare i debiti della newco, spalmandoli, in proporzione, sul bilancio di ogni ente e inchiodare così i bilanci dei Comuni. Nel corso della riunione è intervenuto anche il segretario del Pd, Andrea Costa, che è anche sindaco di Luzzara, che ha espresso la volontà di fare un’iniziativa politica con i parlamentari per chiarire il contesto in cui ci si muove.

Qualunque sia la soluzione che si vorrà intraprendere, la tempistica è importante perché entro il 30 settembre bisogna individuare il soggetto a cui dare l’affidamento in house e poi darglielo entro l’anno. Altrimenti, dal primo gennaio 2016, la Regione indirà una gara pubblica a cui potrà partecipare qualsiasi soggetto e, in questo caso, è chiaro che difficilmente un soggetto pubblico potrebbe vincerla. Il problema non si porrebbe, ovviamente, nel caso della società mista pubblica privata che avrebbe al suo interno una controllata di Iren.

Una soluzione questa molto diversa pero’ dalla ripubblicizzazione che i cittadini stanno aspettando, e su cui i comitati per l’acqua pubblica, sostenuti da Fiom e Cgil (recentissimo l’incontro con la coalizione sociale di Maurizio Landini) non sono disposti a cedere di un passo. Gia’ per sabato prossimo, 13 giugno, e’ infatti programmata una manifestazione di protesta sotto il municipio.

“I cittadini reggiani devono sapere che il loro ex sindaco, ovvero colui che creando Iren ha scaricato centinaia di milioni del debito di Comune e municipalizzata di Torino sulle loro bollette, ora non vuole che la loro volonta’ referendaria si realizzi e che l’acqua pubblica diventi realta’”, commenta su Facebook Francesco Fantuzzi del comitato per l”acqua pubblica di Reggio. “E l’attuale sindaco, nonostante l’impegno preso in campagna elettorale, tace. E acconsente”. Per questo “vi aspettiamo sabato 13 giugno davanti al Comune. Per difendere cio’ che e’ nostro”.