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Vittime eternit, la Cgil pronta a costituirsi parte civile

Un delegazione si è recata nel capoluogo piemontese per presenziare all'udienza che vede coinvolti due reggiani deceduti a causa dell'amianto

REGGIO EMILIA – La Cgil di Reggio, insieme a quella regionale e a Afeva, sta pensando di costituirsi parte civile nel secondo processo Eternit di cui è in corso l’udienza preliminare a Torino. Un delegazione si è recata nel capoluogo piemontese per presenziare all’udienza che vede coinvolti due reggiani deceduti a causa dell’amianto.

E’ stata un’udienza breve, rinviata su richiesta della difesa dell’imputato Stephan Schmidheiny  proprietario di vari stabilimenti tra cui quello di Rubiera. Scrive Ciro Maiocchi, della Cgil: “Dall’udienza abbiamo appreso che si sono costituite come parti civili, molte sedi provinciali e regionali della Cgil e amministrazioni comunali dove sono stati riscontrati i decessi causa le lavorazioni delle aziende Eternit dislocate in diversi territori italiani. Al termine delle udienze preliminari valuteremo la possibilità di costituirci parte civile. Vorremmo farla con tutte le cautele del caso soprattutto per ciò che hanno vissuto i familiari delle vittime con la prima sentenza conclusasi con  la prescrizione e quindi con l’impossibilità di procedere e fare giustizia. La Cgil, l’Afeva, il sindaco di Rubiera che ha già avviato un esposto alla procura di Reggio sono convinti della necessita’ di un atto conseguente alla gravità dei fatti e che vada oltre le azioni intraprese dai familiari”.

Continua Maiocchi: “Abbiamo tempo fino a luglio circa cioè durante la fase preliminare per capire se l’impianto accusatorio regge o no, soprattutto rispetto al tema prescrizioni. Infatti l’accusa formulata di omicidio volontario non ha prescrizioni ma se questa dovesse, nella fase di rinvio a giudizio, mutarsi in omicidio colposo la situazione ripiomberebbe nel tema prescrizione che in questo caso si aggirerebbe tra i 10 e i 12 anni. Abbiamo letto dalle dichiarazioni dei difensori del magnate svizzero che “questo processo viola i diritti umani e che l’accusa di omicidio volontario sembra una forzatura”. Poichè sin dal precedente processo erano emerse prove sulla consapevolezza del pericolo amianto, a nostro avviso, non può rimanere impunito un signore che ha tolto il diritto alla vita a centinaia di lavoratori e ha prodotto una tale devastazione ambientale”.

Conclude Maiocchi: “In tutta questa fase  ci terremo in stretto contatto con la Cgil e associazione di Casale Monferrato. Ci auguriamo anche che l’esposto presentato dal sindaco di Rubiera alla Procura di Reggio Emilia abbia un seguito e che si apra un nuovo procedimento penale, comprensivo dei casi di decesso esaminati nel precedente processo,  anche su casi nuovi purtroppo emersi recentemente. Qualora fosse ritenuto necessario da parte nostra ci rendiamo disponibili a fornire tutti i dati in nostro possesso, per contribuire all’accertamento della verità e alla giusta condanna dei colpevoli. Insomma nessuno di noi e disposto a mollare, ma vogliamo una giustizia effettiva, vogliamo una sentenza eseguibile immediatamente, vogliamo che i responsabili di questa strage paghino durissima mente i loro errori”.