Poste, sindacati sul piede di guerra

Blocco degli straordinari di Cgil e Uil per quel che riguarda banca e servizi postali. Sciopero il 18 maggio. "Carenza personale e strumenti di lavoro obsoleti"

REGGIO EMILIA – Poste, Cgil e Uil, dopo aver dichiarato lo sciopero dello straordinario e della banca dal 9 marzo al 7 aprile, con la conseguente interruzione del servizio alla clientela nel normale orario di lavoro, hanno deciso di continuarlo dal 22 aprile fino al 22 maggio ed inoltre di aprire “il conflitto di lavoro anche sui Servizi postali, proclamando dal 5 al 22 maggio il blocco degli straordinari su tutto il settore del recapito”.

Oltre a ciò i due sindacati hanno proclamato per lunedì 18 maggio uno sciopero per l’intera giornata sia per Mercati Privati che per Servizi Postali. In quanto il conflitto di lavoro aperto in Emilia Romagna con Poste Italiane, “non ha  portato a risposte soddisfacenti”. Nella giornata di sciopero del 18 maggio 2015 si terranno manifestazioni e presidi territoriali “le cui modalità verranno comunicate in seguito dalle segreterie provinciali”.

Scrivono Cgil e Uil: “Da troppo tempo, si riscontra  negli uffici di Poste Italiane, in Emilia-Romagna e a Reggio Emilia una carenza strutturale del personale addetto agli sportelli, il tutto aggravato da strumenti di lavoro  obsoleti e mal funzionanti che rallentano le operazioni, provocando disagi alla clientela, che creano tempi di attesa lunghi che a sua volta provocano disagi e tensioni che si sfogano in problemi anche di ordine pubblico all’interno degli uffici postali, spesso supportate dall’allungamento dell’orario di lavoro degli stessi impiegati addetti agli sportelli e/o di tutti impiegati all’interno dell’ufficio postale”.

Secondo i due sindacati “la carenza di organico, il blocco del turn over rispetto ai lavoratori che vanno in pensione o incentivati all’uscita, provoca un numero esagerato di distacchi di lavoratori da un ufficio all’altro, a volte anche con preavvisi brevi che mettono in forte difficoltà gli stessi impiegati, sia da un punto di vista personale che organizzativo rispetto al lavoro”.

Aggiungono: “Nel recapito, dopo che negli ultimi 5 anni si sono fatte due riorganizzazioni strutturali, continuano a riscontrarsi ancora gravi mancanze organizzative come: l’utilizzo di personale con contratti a tempo determinato in lavorazioni ed orari non previsti dai vigenti accordi, mancato utilizzo del personale a part time assunto a tempo indeterminato con l’utilizzo delle clausole elastiche, flessibilità operativa e lavoro straordinario usati oltre le casistiche previste dagli accordi con pressioni comportamentali da parte dei responsabili, mezzi di trasporto del recapito mal funzionanti, con manutenzione carente e non sufficienti a coprire tutte le zone”.

E concludono: “Il 2 febbraio 2015 è stato aperto da Cgil, Cisl e Uil un conflitto di lavoro a livello regionale, gli incontri svolti, per cercare di risolvere la vertenza, non hanno portato nessun risultato per la volontà di Poste Italiane”.