Fiere: Vecchi, Landi e Manghi gelano la Prampolini

I principali soci pubblici replicano alla presidente di Confcommercio: "Già fatta al liquidatore la proposta di rinegoziare l'affitto del ramo d'azienda, ma ci ha detto di no. Fiera Milano Spa non è interessata"

REGGIO EMILIA – Abbiamo già fatto al liquidatore la proposta di rinegoziare l’affitto del ramo d’azienda, ma ci ha detto di no. E’ questa, in sintesi, la replica alla presidente di Confcommercio, Donatella Prampolini, da parte del sindaco Luca Vecchi del presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi e del presidente della Provincia, Giammaria Manghi, che nei giorni scorsi aveva lanciato questa proposta.

Nel lungo documento inviato ai giornali sindaco, presidente della Camera di commercio e presidente della Provincia fanno notare che “sei mesi fa sono stati avviati senza esito confronti con Fiera Milano Spa” e che “è stata valutata la prosecuzione del contratto di affitto d’azienda con FieREmilia srl” parlandone con il commissario giudiziale Tiziana Volta e che i soci pubblici i soci pubblici “si erano impegnati a valutare anche di poter sostenere essi stessi eventuali penali relative all’interruzione dell’attività causata dalla cessione dei beni immobiliari, mediante il parziale utilizzo del residuo attivo di liquidazione”. Ma fanno intuire che la risposta del commissario non è stata positiva.

Scrivono Vecchi, Landi e Manghi con riferimento agli articoli apparsi in questi giorni sulla stampa locale: “Da mesi sono state valutate e percorse nelle sedi istituzionali tutte le strade possibili, anche al fine di ridurre al massimo l’impatto economico sul territorio derivante dalla procedura concorsuale”.

In particolare precisano che “la strada, delineata nella proposta alternativa presentata al Tribunale di Reggio Emilia, che consisteva nell’immissione di titoli e liquidità per circa 20 milioni di euro, si è rivelata non percorribile, poiché non in linea con le attuali limitate disponibilità finanziarie degli Enti; una nuova trattativa con Fiera Milano spa è stata riavviata circa sei mesi or sono, riscontrando, tuttavia, assenza di interesse nei confronti del nostro polo fieristico, anche in considerazione dell’imminente avvio di Expo 2015 e dei conseguenti rilevanti investimenti che la controparte stava all’epoca sostenendo”.

Donatella Prampolini, presidente di Confcommercio

Donatella Prampolini, presidente di Confcommercio

Inoltre fanno notare che “più volte i rappresentanti dei soci pubblici hanno incontrato esponenti politici e tecnici della Regione Emilia-Romagna per valutare operazioni di aggregazione fra poli fieristici, quantomeno legati agli eventi e alla loro conservazione sul territorio locale o di area vasta; che si sono tenuti più incontri con gli organi della procedura concorsuale, cui è sottoposta Reggio Emilia Fiere spa in liquidazione, al fine di valutare dapprima la prosecuzione del contratto di affitto d’azienda con FieREmilia srl, ottenuta fino al 31 dicembre 2015, poi ulteriori proroghe”.

Aggiungono: “In particolare, nel corso dell’ultima assemblea dei soci, tenutasi il 28 aprile scorso, Camera di commercio, Comune e Provincia hanno, congiuntamente, nominato il dottor Mondadori quale liquidatore sociale di Reggio Emilia Fiere spa con il mandato di esplorare ogni possibilità di prosecuzione dell’attività espositiva. Tali richieste sono state indirizzate anche al liquidatore giudiziale avvocato Tiziana Volta, cui è stato chiesto, nelle more delle vendite immobiliari previste dal concordato preventivo omologato, di consentire la prosecuzione dell’attività fieristica da parte di FieREmilia srl. A tal proposito, i soci pubblici si erano impegnati a valutare anche di poter sostenere essi stessi eventuali penali relative all’interruzione dell’attività causata dalla cessione dei beni immobiliari, mediante il parziale utilizzo del residuo attivo di liquidazione, che ad essi sarebbe spettato qualora si concretizzassero le vendite previste ai valori di perizia o comunque a valori superiori a quelli delle passività aziendali”.

E ancora: “I soci pubblici hanno evidenziato più volte che l’ipotesi in precedenza descritta non avrebbe causato alcun pregiudizio ai creditori sociali o al buon esito della procedura, non solo per la disponibilità manifestata a farsi carico di eventuali penali, ma anche perché il percorso di programmazione urbanistica, che l’eventuale acquirente dovrà concordare con Comune e Provincia al fine di cambiare la destinazione delle aree e dei fabbricati, prevede un iter complesso e condiviso, durante il quale non sarebbe possibile esercitare alcuna altra attività rispetto a quella fieristica. L’area si configura infatti come Polo funzionale e in quanto tale per poter essere trasformato in termini di funzioni ed usi necessita della condivisione di Comune e Provincia attraverso uno specifico accordo territoriale – percorso simile a quello compiuto sulle Reggiane – Pertanto qualsiasi auspicato interesse privato dovrà, per poter essere programmato e successivamente attuato, collimare con l’interesse pubblico degli Enti territoriali coinvolti attraverso un percorso urbanistico, che prevede prima un accordo territoriale e successivamente l’inserimento nel Piano operativo comunale (Poc). Pertanto, gli introiti derivanti dall’eventuale ed auspicata prosecuzione dell’affitto d’azienda sarebbero a vantaggio della procedura in una prima fase e del futuro acquirente fino al termine del percorso urbanistico”.

E concludono: “I soci pubblici hanno incontrato i dipendenti della Società e hanno con essi assunto l’impegno a mettere in campo  ogni azione possibile affinché, temporaneamente, possa proseguire l’attività espositiva e stanno, inoltre, valutando, mediante lo strumento della mobilità dei dipendenti fra partecipate, eventuali collocazioni del personale presso altre società partecipate, qualora si riscontrino compatibilità di esigenze e profili professionali adeguati ad esse. In conclusione, si ritiene che i soci pubblici abbiano non solo già valutato e percorso le strade indicate sulla stampa dagli interventi di questi giorni, ma anche diligentemente esperito, nelle opportune sedi e con gli interlocutori preposti, ogni strada possibile e continuano ad agire al fine di ridurre al massimo l’impatto economico sul territorio derivante dalla procedura concorsuale, in cui Reggio Emilia Fiere spa è coinvolta. I soci pubblici confermano comunque la propria disponibilità verso ogni possibile ed ulteriore interlocuzione di natura propositiva. L’auspicio è che le nostre proposte possano essere valutate come compatibili e coerenti con l’interesse della città, degli espositori e dei creditori”.