Federconsumatori: “L’acqua deve tornare pubblica”

L'associazione: "Deve essere la casa comunale il punto di riferimento, non il manager"

REGGIO EMILIA – I Comuni reggiani mantengano la barra dritta nel tempestoso percorso della ripubblicizzazione dell’acqua. E’ questo l’appello arrivato oggi dalla Federconsumatori di Reggio Emilia, che interviene sugli ultimi sviluppo del processo di scorporo del servizio idrico da Iren. Su input del Comune capoluogo infatti, si discute da tempo della costituzione di una societa’ interamente pubblica per la gestione dell’acqua con azioniste le amministrazioni del territorio.

Un’operazione che, secondo le stime, costa circa 120 milioni e che alcune banche – ha riferito l’assessore all’Ambiente Mirko Tutino in una recente assemblea – sarebbero disposte a finanziare. Da qui l’invito di Federconsumatori ad andare avanti perche’ “per un bene vitale come l’acqua il percorso deve essere diverso e oggi, come associazione a tutela di tutti i cittadini consumatori, siamo preoccupati”.

I cittadini consumatori, aggiunge l’associazione, “devono avere come primo interlocutore l’amministratore della citta’, non il manager di una multiutility che ha alla base solo i profitti”. Reggio, viene poi sottolineato, “sta affrontando e affrontera’ un percorso difficile” e, seppure “non crediamo che le amministrazioni comunali siano infallibili, sappiamo pero’ che sono scelte dai cittadini per amministrare la cosa pubblica”.

Insomma, dice Federconsumatori, “deve essere la casa comunale il punto di riferimento, non il manager. Bisogna considerare l’acqua pubblica non un punto di arrivo, ma un punto di partenza per mettere in mano ai cittadini di questa città, per sempre, le risorse del loro futuro”.