Edilizia, il sindaco: “Parco Ottavi è stata una cazzata storica”

Lo ha detto il primo cittadino in un convegno organizzato da Boorea su coop e metamorfosi del modello emiliano. Bosi: "Le cooperative sono in evidenti difficoltá, che però vanno messe a nudo per cogliere nuove opportunità"

REGGIO EMILIA – “Parco Ottavi è stata una cazzata storica”. Lo ha detto il sindaco Luca Vecchi ieri pomeriggio in un dibattito ai musei civici, organizzato da Boorea, su cooperative e metamorfosi del modello emiliano. Una frase lontana dai modi, di solito piuttosto felpati del primo cittadino, pronunciata di fronte a una platea di coooperatori fra cui erano presenti anche nomi importanti del comparto edile. Ma, soprattutto, è la prima volta che il sindaco sconfessa in modo così aperto la gestione urbanistica della città nell’era Spaggiari.

Al tavolo dei relatori era presente Luca Bosi, presidente di Sicrea Group Spa, nata dalle ceneri di Cmr e Orion, che all’epoca del progetto non lavorava nella coop. La cooperativa di Reggiolo doveva costruire 1.400 appartamenti, di cui 400 destinati a residenziale sociale a parco Ottavi. Un progetto monstre fortemente voluto dall’allora sindaco Spaggiari che convinse la coop a realizzarlo. Fu probabilmente il colpo di grazia per la Cmr e adesso quell’area è un buco nero nella città.

Una ferita profonda per la città che il sindaco ha voluto rimarcare ieri. Oggi, però, una parte del settore edile cooperativo cerca di voltare pagina. Cmr è andata in concordato, Orion pure. E’ nata Sicrea Group Spa guidata proprio da quel Luca Bosi che era funzionario commerciale in Cmr e ora ha fatto carriera scalando anche i piani alti del movimento cooperativo, diventando vicepresidente di Legacoop Emilia Ovest e presidente di Aci, Alleanza cooperative italiane. E proprio Sicrea, che poi ha incorporato anche la Cdc di Modena e la Coop Muratori San Possidonio, è oggi il modello a cui oggi guardano in molti per uscire dalle secche della crisi.

Ha detto ieri Bosi, sollecitato dalle domande del direttore della Gazzetta di Reggio, Paolo Cagnan e sviluppando concetti già espressi in una lunga intervista al giornale da lui diretto: “Le cooperative sono in evidenti difficoltá, che però vanno messe a nudo per cogliere nuove opportunità. Se invece provi la difesa d’ufficio, è ancora peggio. Da qui, il tentativo di lanciare un segnale forte”.

E, consapevole del fatto che per il movimento cooperativo è una ferita profonda essersi trasformato in una Spa, ha aggiunto: “Stiamo cercando di salvaguardare i processi decisionali e la mutualità tipica della cooperativa anche in questo contesto. In futuro vorremmo tornare ad essere coop, ma oggi l’unico modo per salvare posti di lavoro era questo”.

Al dibattito erano presenti anche Massimiliano Panarari, politologo e giornalista, autore di un saggio sul Mulino sulla crisi del modello emiliano, il professor Franco Mosconi, di Uniparma e Paolo Bricco, giornalista del Sole24Ore.