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Acqua pubblica, Prodi: “Resistere a pressioni per status quo”

La consigliera regionale del Pd: "I Comuni agiscano nell'interesse della collettività"

REGGIO EMILIASilvia Prodi, consigliera regionale Pd e componente della commissione Territorio, ambiente, mobilità, interviene sullo stato del processo di ripubblicizzazione del sistema idrico integrato a Reggio Emilia. Insieme ad alcuni consiglieri PD, SEL e M5S, Prodi fa parte di un intergruppo regionale nato con l’obiettivo di dare forza al processo di ritorno alla gestione pubblica del servizio.

“È il momento di prendere una posizione netta a favore della gestione pubblica del nostro servizio idrico. È doveroso rispettare il mandato referendario e gli impegni elettorali. A Reggio Emilia il consiglio comunale ha recentemente approvato un ordine del giorno che invita la giunta a proseguire con forza il percorso indicato dal referendum sull’acqua di giugno 2011 e ribadire l’impegno preso nei confronti della città, per arrivare al definitivo avvio del processo di ripubblicizzazione del servizio idrico entro il 30 settembre 2015, data ultima stabilita da Atersir.

Le indicazioni del referendum erano e rimangono chiaramente quelle di andare verso una gestione in house del servizio idrico integrato. Il percorso tracciato nelle assemblee istituzionali e politiche dai sindaci reggiani è quindi coerente con questo mandato, ovvero restituire la gestione del servizio ai cittadini come bene strategico e comune. Abbiamo sperimentato in questi anni l’esperienza di gestione privata – ancorché partecipata con quote via via minoritarie – dove il pubblico non ha potuto incidere in modo soddisfacente sulle scelte gestionali e strategiche aziendali, basti pensare alla significativa riduzione di investimenti sulle reti idriche o alle condizioni retributive del top management. Un esempio su tutti, la liquidazione di quasi un milione di euro all’ex amministratore delegato di Iren Nicola De Sanctis.

Il percorso di riappropriazione intrapreso è fattibile, economicamente sostenibile e non comporterebbe per i cittadini più oneri di quanti non stiano già pagando per consentire alla partecipata di stare sul mercato. Anzi restituirebbe la capacità di attuare politiche tariffarie congrue con investimenti di qualità sulla rete, contrariamente a quanto sta avvenendo con l’attuale gestione ibrida pubblico-privata. Il modello è quello della gestione del servizio idrico integrato di molte realtà italiane come Gorizia, Milano, Torino, Vicenza, Verona, Treviso, Bergamo, che riguarda un totale di 23 milioni di utenti: soggetti pubblici che gestiscono con efficienza, trasparenza e senza sprechi.

Silvia Prodi

Silvia Prodi

Reggio Emilia ha già dimostrato di saper fare scelte coraggiose, lungimiranti e di respiro europeo: 50 anni fa abbiamo deciso di valorizzare le scuole dell’infanzia e quasi 20 anni fa abbiamo scommesso sulla stazione Mediopadana. Oggi possiamo scegliere la gestione pubblica della nostra acqua. Un passaggio che guarda avanti 30 anni ed è coerente con il mandato referendario e i programmi elettorali con cui sono state vinte le scorse elezioni amministrative. Una decisione doverosa per la grande portata politica e simbolica di coerenza verso l’elettorato e per riconoscere alla politica e alle istituzioni la capacità di fare e operare scelte di grande responsabilità e impegno.

Quello che ci attende non è un percorso facile, anzi è forse l’argomento più dirimente da anni. Lo dimostra l’alzarsi del tono del dibattito di questi giorni. I poteri in gioco stanno esercitando al massimo grado pressioni per mantenere lo status quo. Anche rispetto a questo sapremo se le nostre amministrazioni sono in grado di prendere decisioni autonomamente e democraticamente nell’esclusivo interesse della collettività, andando oltre i modelli economico-gestionali delle multiutility.

Siamo in grado di fare questo passo, abbiamo capacità, persone, mezzi, volontà, consenso. Un obiettivo così importante e di lungo respiro dovrebbe darci anche un po’ di ottimismo”.