Acqua pubblica, il Comitato: politici rispettino decisioni cittadini video

Guaitolini (Fiom): "Guarda caso i più indecisi sono i renziani". Fantuzzi: "Le tariffe non aumenteranno. Iren ha un bilancio disastroso che sta in piedi solo con l'acqua". I conti e le tempistiche. Venerdì al Catomes tot l'iniziativa promossa dalla Coalizione sociale di Maurizio Landini

REGGIO EMILIA – “Non è vero che le tariffe dell’acqua potrebbero aumentare di più con la società pubblica. Piuttosto invito chi dice queste cose a considerare che, prima con Enìa e poi con Iren, i costi per i cittadini sono aumentati del 44% in otto anni”. E ancora, commentando il motivo per cui il mondo politico ha molte perplessità sull’operazione e non ha ancora deciso nonostante siano passati quattro anni dal referendum in cui i cittadini si sono espressi a favore dell’acqua pubblica: “Iren ha un bilancio disastroso che sta in piedi soprattutto grazie al servizio idrico”.

Acqua pubblica

Francesco Fantuzzi, esponente del Comitato acqua pubblica va all’attacco nella conferenza stampa tenutasi alla Camera del lavoro di presentazione dell’iniziativa “Ritorno al futuro. L’Acqua torna pubblica” che si terrà venerdì prossimo alle 19 al circolo Catomes Tot di via Panciroli, al Parco Cervi. Si tratta anche della prima iniziativa reggiana della Coalizione sociale lanciata da Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom.

Saranno presenti Riccardo Petrella, presidente università del bene comune e Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom. Alla conferenza stampa, oltre a Fantuzzi, c’erano Emiliano Codeluppi, Daniele Lonidetti ed  Enrico Ragni del Comitato Acqua bene comune di Reggio Emilia e Sergio Guaitolini, segretario della Fiom provinciale con Marco De Simone, pure lui della Fiom.

Guaitolini (Fiom): “Il problema è politico”
Il padrone di casa, Guaitolini, ha sottolineato come “il servizio idrico deve tornare a una gestione controllata dal pubblico”. Continua il segretario della Fiom: “Nel 2011 sono stati assunti degli impegni e poi abbiamo visto tentennamenti e discussioni da parte degli amministratori. Ma io voglio ricordare che a decidere sono stati e devono essere i cittadini che utilizzeranno quel servizio. Questa è una battaglia da fare e la Cgil ha preso una posizione chiara. Non si capiscono i dubbi da parte degli amministratori che, a suo tempo, avevano votato a favore del progetto”. E dice: “Il problema vero è politico, con il governo che va verso una soluzione privata della gestione di certi servizi. E infatti, guarda caso, sono i renziani, fra i politici locali, quelli più favorevoli all’ipotesi che resti ad Iren la gestione dell’acqua”.

Emiliano Codeluppi, intervenuto dopo Guaitolini, ha aggiunto: “Per superare le critiche basta guardare cosa è successo in altre parti d’Italia e d’Europa dove l’acqua è tornata pubblica e confrontare queste esperienze con le società private che gestiscono questo bene. Voglio ricordarvi che in questa terra, nel 1903, assistemmo alle stesse discussioni di oggi, in consiglio comunale, sulla convenienza di fare gestire da una società pubblica l’acqua. Allora ce l’abbiamo fatta e ce la dobbiamo fare anche oggi”.

acqua-pubblica-624.660x368Daniele Lonidetti ha detto che “numeri e le cifre già ci sono”, che “i costi da sostenere ci sono come in qualsiasi altra attività imprenditoriale” e che i conti “dimostrano la sostenibilità del progetto”.

I conti
Ma vediamo i conti che sono stati forniti stamattina dagli esponenti del Comitato. La società, in base agli studi commissionati, avrebbe un fatturato di 70-80 milioni l’anno e rilevare gli impianti da Agac Infrastrutture avrebbe un costo complessivo di 125 milioni di euro a cui bisogna aggiungerne altri 80 per fare partire la nuova società. L’operazione complessiva costerebbe quindi sui 190-200 milioni di euro. Le tariffe aumenterebbero dell’1,1% l’anno per i primi tre anni e poi resterebbero costanti. I costi annui di gestione sarebbero di circa 20 milioni di euro. Gli interessi da pagare alle banche sarebbero del 6,5% (nell’ipotesi più pessimistica, ma dovrebbero realisticamente aggirarsi, secondo il comitato, sul 3-4%) con un costo di 7 milioni di euro l’anno per la società. Secondo il Comitato la gestione del servizio starebbe in piedi con il pagamento delle tariffe da parte dei cittadini e si potrebbero fare utili per 7 milioni di euro l’anno.

La tempistica
Ma sono molto importanti anche i tempi in questa partita. Il prossimo 5-6 giugno i sindaci del territorio esamineranno lo studio commissionato dall’assessore comunale Mirko Tutino e dovranno decidere cosa fare. Ovviamente la loro decisione dovrà essere poi ratificata dai singoli consigli comunali. La tempistica è importante perché entro il 30 settembre bisogna individuare il soggetto a cui dare l’affidamento in house e poi affidarglielo entro l’anno. Altrimenti, dal primo gennaio 2016, la Regione indirà una gara pubblica a cui potrà partecipare qualsiasi soggetto e, in questo caso, è chiaro che difficilmente un soggetto pubblico potrebbe vincerla. E’ quindi anche una corsa contro il tempo per il Comitato, mentre dall’altra parte, ovviamente, c’è chi ha interesse a fare allungare i tempi per arrivare a una gara che potrebbe vincere facilmente. I cittadini si sono già pronunciati, ora tocca a politici ed amministratori.