Iren, Profumo: “Fusione utility non è all’ordine del giorno”

Approvato il bilancio 2014, chiuso con un utile di 68,9 milioni di euro. Deliberata la distribuzione di un dividendo pari a 0,0523 euro per azione

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REGGIO EMILIA – L’assemblea degli azionisti di Iren ha approvato il bilancio 2014, che si è chiuso con un utile netto di 68,9 milioni di euro. I soci, si legge in una nota, hanno inoltre deliberato la distribuzione di un dividendo pari a 0,0523 euro per per ciascuna azione ordinaria e di risparmio, che verrà messo in pagamento il prossimo 24 giugno (data stacco cedola il 22 giugno e record date il 23 giugno).

Il Cda ha confermato Massimiliano Bianco amministratore delegato della multiutility, dopo che l’assemblea dei soci ha deliberato favorevolmente per la sua conferma come amministratore a seguito dell’avvenuta cooptazione in data 1° dicembre 2014.

Il presidente di Iren, Francesco Profumo, nel corso dell’assemblea ha dichiarato che l’ipotesi di una grande aggregazione tra utility del Nord, ovvero Iren, Hera e A2A, non è all’ordine del giorno, rispondendo così a chi gli chiedeva le prossime mosse della multiutility sul fronte del risiko (e delle possibili maxi aggregazioni con A2A o Iren) alla luce degli incentivi previsti dalla Legge di Stabilita’ per gli enti locali che vogliono dismettere quote delle partecipate. “La recente Legge di Stabilita’ e’ un atto che puo’ determinare il piano industriale: il nostro verra’ presentato a giugno”, ha aggiunto.

Si legge nella nota del gruppo: “Nel 2014 il gruppo Iren ha mantenuto risultati gestionali sostanzialmente stabili, pur in presenza di uno scenario climatico di eccezionale mitezza e della persistente crisi economica che ha contribuito a mantenere una notevole pressione su domanda e prezzo dei prodotti energetici. Inquadrata in tale contesto, la stabilità dei risultati gestionali, insieme al progressivo consolidamento delle proprie attività nei territori di riferimento e all’avviata revisione organizzativa focalizzata sull’efficienza e l’integrazione, permettono di guardare alle sfide dei prossimi anni con fiducia e ottimismo”.

I ricavi consolidati del 2014 si attestano a 2.901,8 milioni di euro, in riduzione (-14%) rispetto a 3.372,7 milioni di euro dell’anno precedente, confermando il trend che ha caratterizzato in generale il settore energetico. Scrive l’azienda: “Ciò è dovuto sia a una riduzione dei volumi di gas e calore venduti (per effetto dell’eccezionale andamento climatico invernale e autunnale) sia alla riduzione dei prezzi delle commodity energetiche”.

Il Margine operativo lordo (Ebitda) è pari a 622,7 milioni di euro e risulta influenzato negativamente per circa 15 milioni di euro dall’effetto straordinario del saldo tra la plusvalenza legata al fondo immobiliare costituito nel 2012 e il costo per il piano di incentivi all’esodo. Il Mol rettificato di tale cifra si attesta a 637,9 milioni rispetto ai 652,3 dell’esercizio 2013.

Continua Iren: “Tale flessione, legata essenzialmente a dinamiche gestionali congiunturali negative della filiera energetica (fattori climatici, regolatori e di mercato), è stata parzialmente controbilanciata da un recupero di marginalità registrato principalmente nel ciclo idrico integrato e nel settore ambiente. Ciò evidenzia il buon bilanciamento tra attività non regolate e regolate gestite dal Gruppo, con una leggera predominanza delle seconde (55%) rispetto alle prime in termini di generazione di Ebitda. Da sottolineare, in ogni caso, la crescita di un importante indicatore come quello dell’Ebitda margin, che passa da 19,3% del 31 dicembre 2013 al 21,5% attuale, grazie anche alle importanti sinergie raggiunte”.

iren-gruppo-2 Il Risultato Operativo (Ebit) si attesta a 325,4 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto a 331,0 milioni di euro registrati l’anno precedente. Scrive Iren: “Tale risultato incorpora una minore incidenza degli accantonamenti e il rilascio di alcuni fondi che permettono di controbilanciare l’incremento degli ammortamenti, in particolare connessi ai nuovi impianti ex-Edipower entrati nel perimetro del gruppo a fine 2013”.

L’utile netto è pari a 68,9 milioni di euro ma, “depurato degli effetti negativi straordinari legati principalmente alla fiscalità differita a seguito della dichiarazione di incostituzionalità della Robin Hood tax, si attesterebbe a 99,7 milioni di euro.  Nel 2013 era di 88,6 milioni di euro. Oltre a riflettere i risultati operativi del periodo, l’utile netto sconta minori interessi capitalizzati e una contribuzione negativa delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto”.

L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2014 si attesta a 2.286 milioni di euro. Continua Iren: “Al netto di circa 90 milioni di Euro legati ad investimenti in partecipazioni industriali, il valore risulta sostanzialmente in linea con i 2.192 milioni di euro registrati al 31 dicembre 2013”. Gli investimenti lordi realizzati nel periodo ammontano a 349,1 milioni di euro.

Nell’assemblea si è registrata l’astensione di alcuni piccoli comuni, del cui malessere si è fatto portavoce il primo cittadino di Castelnovo Monti, ed ex presidente della camera di commercio di Emilia Enrico Bini, che ha chiesto una revisione delle politiche tariffarie di Iren: “Il mio Comune per i rifiuti paga due milioni all’anno e ha un ritorno di 90 mila euro. L’anno scorso ci è stato chiesto un aumento del 10%. Così non possiamo andare avanti, anche perché i cittadini hanno difficoltà a pagare. O c’è un’inversione di tendenza ,o saremo costretti a cercare strade alternative”. Bini ha chiesto anche la fine degli appalti al massimo ribasso. Il sindaco di Castelnovo Monti è uscito dalla sala e non ha votato.

Mario Guidetti ha chiesto chiarimenti sulle voci riguardanti la buonuscita (si era detto due milioni) dell’ex vicepresidente Viero, al centro di una interrogazione di Forza Italia in Comune. E’ stato chiarito che Viero non ha preso alcun buonauscita extra, se non la liquidazione spettante a norma di contratto come dirigente.

La votazione per la nomina del nuovo collegio sindacale, che resterà in carica per i prossimi tre anni, si è conclusa con l’elezione di Michele Rutigliano (presentato dai fondi di investimento) come presidente, dei sindaci effettivi Emilio Gatto e Anna Maria Fellegara (lista dei soci pubblici ex Enia) e dei supplenti Giordano Mingori e Giorgio Mosci.

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