Cronaca |
Cronaca
/

Gualtieri, violato il divieto di avvicinamento: arrestato

26 gennaio 2024 | 10:18
Share0
Gualtieri, violato il divieto di avvicinamento: arrestato

In manette un 35enne che si è presentato sotto la casa dei genitori della donna

GUALTIERI (Reggio Emilia) – Viola il divieto di avvicinamento: 35enne arrestato dai carabinieri di Gualtieri. Dal giugno scorso l’uomo era sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare perché, da circa cinque mesi, molestava la sua compagna con continue offese, insulti e minacce, anche davanti ai figli minori, fino all’ultimo episodio in cui l’aveva colpita con uno schiaffo.

L’uomo era ossessionato dall’idea che la donna intrattenesse relazioni con altri uomini, la offendeva davanti ai figli minori, minacciava di dare fuoco alla sua casa ed era arrivato, in un’occasione, a schiaffeggiarla.

La donna era stata costretta ad abbandonare la sua casa, a trasferirsi con i figli nell’abitazione dei suoi genitori e a bloccare la sua utenza telefonica. Aveva sporto denuncia e il 35enne era stato accusato di maltrattamenti nei confronti di familiari e conviventi. Nei suoi confronti, inoltre, era stato disposto il divieto di avvicinamento alla compagna.

Da quando la donna era andata via di casa, il 35enne aveva iniziato a tempestarla di messaggi WhatsApp e chiamate minacciose ed offensive, presentandosi anche sotto casa dei genitori e offendendola davanti a loro. Mercoledì scorso la donna ha chiamato i carabinieri segnalando che, nella sua abitazione, c’era il suo ex convivente che stava dando fastidio. La donna in quel momento non era presente, perché era in tribunale per un’udienza inerente a un procedimento penale proprio contro l’ex compagno.

Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Gualtieri e del nucleo radiomobile di Guastalla che hanno arrestato l’uomo. Al 35enne i carabinieri hanno contestato anche il reato di atti persecutori. Questo per una serie di comportamenti messi in atto quella mattina e nelle settimane scorse contro la donna che era stata raggiunta da innumerevoli telefonate nel corso delle quali il 35enne pretendeva, anche con minacce, che gli fosse data l’auto della donna.