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Reddito di cittadinanza, decine di telefonate all’Ufficio casa del Comune

I reggiani hanno chiamato per informarsi su come fare per ottenere una misura che, tuttavia, non è ancora legge. Come funziona e quali sono le differenze rispetto al reddito di inclusione

REGGIO EMILIA – Decine di telefonate sono arrivate in questi giorni all’Ufficio casa del Comune di Reggio da parte di cittadini che chiedevano informazioni sul cosiddetto reddito di cittadinanza promesso dai Cinque Stelle. I reggiani hanno chiamato per informarsi su come fare per ottenerlo. Gli è stato risposto, ovviamente, che, per ora, il reddito di cittadinanza non è legge e quindi non ci sono istruzioni su come erogarlo.

Peraltro l’Ufficio casa del Comune non è nemmeno il soggetto che sarebbe competente ad attivarsi, ma, semmai, sarebbero i centri per l’impiego. E’ probabile che i cittadini si siano rivolti a questo ufficio solo perché gestisce le pratiche per l’assegnazione delle case popolari e, quindi, la platea degli interessati potrebbe coincidere dato che il reddito di cittadinanza del M5s è rivolto alle fasce meno abbienti della popolazione che hanno un reddito sotto la soglia di povertà.

Non è la prima volta che, in questi giorni, gli italiani si informano su questa misura. Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia che nel centro per l’impiego di Bari si erano presentate decine di persone per chiedere del reddito di cittadinanza, notizia confermata anche dal direttore generale del Comune di Bari, Davide Pellegrino. Prima ancora i Cinque Stelle avevano bollato come fake news le notizie diffuse giovedì scorso sulle richieste arrivate ai Caf del Sud. Ora tocca a Reggio dove i cittadini stanno chiedendo informazioni all’Ufficio casa.

Ma come funziona il reddito di cittadinanza e cosa è esattamente?
Il reddito di cittadinanza è al centro del dibattito da mesi, ma è salito alla ribalta prepotentemente dopo i risultati elettorali, che hanno visto il M5s affermarsi come primo partito in Italia, con oltre il 32 per cento dei consensi. In realtà è sbagliato definirlo come un vero e proprio reddito di cittadinanza, perché, per essere tale, dovrebbe essere destinato a tutti i cittadini, con l’unico requisito di essere cittadini di quello stato.

Invece quello proposto dal M5S è una sorta di reddito minimo garantito, un sussidio di disoccupazione, destinato non a tutti ma a chi ha dei requisiti specifici. In Italia la soglia di povertà è stabilità a 780 euro, ma può variare in base alla composizione del nucleo familiare ed è per questo considerata variabile anche nella proposta del Movimento Cinque Stelle.

L’Italia, comunque, ha già una misura simile che si chiama Reddito di Inclusione (REI), una misura nazionale di contrasto alla povertà, approvata dal governo Gentiloni nel 2017. Attualmente esistono diversi paesi nel mondo che si sono dotati (o stanno tentando a dotarsi) di strumenti economici di questo tipo, come ad esempio l’Iran e la Finlandia. La Francia, ad esempio, elargisce fino a 483 euro mensili per una persona singola senza figli idonea a richiedere il reddito minimo, mentre la Germania 382 euro e il Regno Unito 348 euro.

I requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza
Essere maggiorenne (avere cioè più di 18 anni), essere disoccupati o inoccupati. Avere un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà in Italia, stabilita dall’Istat. Percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà. Una volta ottenuto il reddito di cittadinanza, sarà necessario rispettare alcune regole per mantenere il diritto a percepirlo, proprio per evitare che le persone decidano furbescamente di non lavorare o lavorare in nero al fine di percepire questa elargizione economica.

I disoccupati, per poter conservare il reddito di cittadinanza, dovranno iscriversi a un centro per l’impiego e offrire circa 8 ore settimanali alla comunità per progetti e lavori socialmente utili. Sarà inoltre previsto frequentare corsi di qualificazione o riqualificazione professionale, comunicare tempestivamente ogni variazione di reddito e sarà obbligatorio accettare una delle prime tre offerte di lavoro pervenute. Infine, è anche necessario non recedere da un contratto senza giusta causa per due volte in un anno. Chi invece ha già un lavoro, la cui retribuzione però è inferiore a 780 euro, riceverebbe un’integrazione che gli permetterebbe di arrivare a quella cifra.