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Trump: “Gerusalemme è la capitale di Israele. Ora pace”

Il presidente: "La mia scelta su Gerusalemme necessaria per la pace. Usa sostengono soluzione dei due Stati". Il Papa: "Rispettate lo status quo"

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REGGIO EMILIA – “Gerusalemme capitale e’ il riconoscimento della realta’. Ho dato istruzioni di muovere l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump che ha aggiunto: “Non si può continuare con formule fallimentari. La scelta di oggi su Gerusalemme è necessaria per la pace”.

Secondo Trump “non possiamo risolvere la questione mediorientale con il vecchio approccio, ne serve uno nuovo”. E ha detto anche: “Gli Stati Uniti sono impegnati a facilitare il processo di pace in Medio Oriente”. E’ bene precisare, tuttavia, che per ragioni di sicurezza e per il fatto che l’edificio deve essere ancora costruito, potrebbero volerci diversi anni prima che l’ambasciata venga effettivamente trasferita.

Una decisione che dà seguito alla legge statunitense del 1995 in cui Gerusalemme veniva riconosciuta come capitale di Israele ma che finora è stato rinviata dai presidenti Usa di anno in anno, proprio per l’importante valore geopolitico di questa affermazione. Che infatti preoccupa i capi di Stato dalla Cina a Londra. Per tutti il timore è che il già precario equilibrio in Medio Oriente possa incrinarsi definitivamente, perché non si può entrare così, a gamba tesa, in una delle questioni più complicate della geopolitica.

Anche papa Francesco è intervenuto per chiedere un dietrofront a Trump, senza successo: “Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani ed ha una vocazione speciale alla pace. Rispettate lo status quo”.

“Una pietra miliare”, “una decisione storica”: così il premier Benyamin Netanyahu ha definito la scelta del presidente Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. “Un atto giusto e coraggioso”, ha aggiunto Netanyahu.

 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha invitato i 57 Paesi membri dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) a riunirsi tra una settimana (il 13 dicembre) a Istanbul per un summit straordinario sull’attesa decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Lo ha reso noto il suo portavoce, Ibrahim Kalin, spiegando che Erdogan ha avuto in queste ore contatti telefonici in merito con il suo omologo palestinese Abu Mazen e i leader di Iran, Arabia Saudita, Qatar, Tunisia, Pakistan, Indonesia e Malesia.

May: per Gb deve essere capitale condivisa
La posizione britannica su Gerusalemme non cambia”: lo status della Città Santa può essere definito solo “attraverso un accordo negoziato fra israeliani e palestinesi” e “in ultima analisi deve diventare capitale condivisa dello Stato d’Israele e d’uno Stato palestinese”. Così la premier Tory, Theresa May, rispondendo oggi ai Comuni a una domanda di un deputato laburista critica sulla decisione del presidente Usa, Donald Trump, su Gerusalemme. May ha peraltro precisato che Trump non ha parlato con lei di tale decisione.

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