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Santa Maria Nuova, è morta la neonata figlia della coppia di Castelnovo Monti

La piccina è spirata martedì scorso nel reparto di terapia intensiva. Era nata con un cesareo d'urgenza il 12 novembre scorso a Reggio. Sarà disposta un'autopsia

REGGIO EMILIA – E’ morta martedì scorso la bambina nata in gravi condizioni all’ospedale Santa Maria Nuova il 12 novembre scorso, da una coppia residente nel distretto di Castelnovo Monti. Ne dà notizia l’Ausl che scrive: “Alla famiglia, che ha chiesto il massimo riserbo e il rispetto della privacy in questo difficile momento, vanno le più sentite condoglianze della direzione e di tutti i professionisti che hanno assistito la piccola e i genitori. È stato richiesto il riscontro autoptico per accertare le cause del decesso”.

La piccola si trovava ricoverata nel reparto di terapia intensiva neonatale ed era venuta alla luce con taglio cesareo urgente. L’intervento si era reso necessario per le condizioni di sofferenza del feto. Per la mamma era stato da tempo programmato un parto con cesareo in una struttura specialistica di terzo livello, come quella reggiana.
La donna, il giorno precedente del parto, preoccupata, si era rivolta all’ospedale di Castelnovo Monti, dove i controlli effettuati non avevano fatto emergere problemi particolari.

Domenica 12 novembre la partoriente si era ripresentata al Sant’Anna, accusando gli stessi sintomi del giorno precedente. Non era in travaglio, ma a quel punto si era deciso per il trasferimento a Reggio, dove gli specialisti del Santa Maria Nuova, trattandosi di una gravidanza a rischio avevano optato per un cesareo in urgenza.

Una vicenda che rinfocolerà probabilmente le polemiche per la chiusura del punto nascite di Castelnovo Monti. Il comitato Salviamo Le Cicogne, sulla sua pagina Facebook, all’epoca aveva attribuito cio’ che e’ accaduto alla chiusura del punto nascite del Sant’Anna. Ma l’Ausl reggiana aveva replicato: “Anche in presenza del punto nascita di Castelnovo Monti, di fronte a una gravidanza a rischio, la signora sarebbe stata avviata a un centro specialistico di terzo livello, come avviene sempre in casi analoghi”.