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Gli studenti vanno a scuola di fake news

Al via un percorso formativo per sensibilizzare le giovani generazioni sulla composizione di notizie basate sui dati

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REGGIO EMILIA – Al via un percorso formativo per sensibilizzare le giovani generazioni sulla composizione di notizie basate sui dati: il progetto sarà utile anche per lavorare con gli studenti sulla lettura e il racconto degli open data, in collaborazione con Provveditorato agli studi, Arpae, Unimore, Ifoa. Dopo gli eventi legati alla creatività e alla cultura, gli open data sono protagonisti dell’ambito civico ed educativo

Orientarsi meglio e saper utilizzare la mole di informazioni e dati che oggi la rete e le tecnologie digitali mettono a disposizione di tutti, senza tuttavia saper offrire chiavi di lettura e renderli quindi pienamente comprensibili. È questo l’obiettivo del progetto “A scuola di data journalism” promosso dal Comune di Reggio Emilia e rivolto alle scuole superiori per coinvolgere gli studenti in un percorso di data journalism che, attraverso attività di ricerca, elaborazione e analisi di dati, individui le storie nascoste nella massa di informazioni che oggi abbiamo a disposizione e le racconti, rendendole accessibili e facilmente fruibili a tutti.

Il percorso costruito in collaborazione con Arpae, Unimore e Ifoa, vedrà l’adesione di studenti e insegnanti dei licei Ariosto Spallanzani e Canossa e degli istituti Pascal e Nobili; aiuterà i ragazzi a rendere raccontabili i cosiddetti open data e a sviluppare un approccio scientifico alla notizia. Il data journalism infatti è un approccio giornalistico fondato sull’analisi dei dati (inclusi quelli di amministrazioni e altri enti) analizzati attraverso tecniche informatiche e statistiche, anche in grado di isolare eventuali fake news o ipotesi basate su ragionamenti non corroborati dai dati.

 

Il progetto
Il progetto, oltre a far conoscere ai ragazzi gli open data e le loro potenzialità, permetterà di stimolare capacità di analisi e abilità comunicative lavorando su temi di interesse nazionale e locale. I ragazzi saranno inoltre invitati a ragionare sull’importanza delle fonti, anche in termini di verificabilità delle informazioni e dei dati e di contrasto delle fake news, sviluppando quindi uno sguardo critico e consapevole su quanto presente nel web.

Grazie alla collaborazione con Arpae Emilia Romagna, il progetto “A scuola di data journalism” si concentrerà in particolare sui dati ambientali e meteorologici. Le classi che parteciperanno al progetto potranno quindi analizzare ed elaborare i dati registrati dalle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria, le serie storiche relative alla temperatura o alle piogge, i livelli di diffusione dei pollini o altre informazioni rilevanti per approfondire un tema ambientale di loro interesse legato alla qualità dell’aria o all’andamento del clima.

Gli esiti delle analisi dovranno confluire in forme narrabili a carattere giornalistico come articoli, prodotti radiofonici, video, infografiche, artefatti digitali, new media art, in grado di contribuire al dibattito sulla tutela e la gestione dell’ambiente. I ragazzi saranno guidati dai loro stessi insegnanti, che per questo saranno a loro volta formati da un gruppo di esperti di Ifoa.

Al termine del percorso, che si svilupperà da gennaio a maggio 2018, un comitato tecnico scientifico – tra cui la giornalista di Radio 3 Elisabetta Tola che collabora con il Google News Lab e Stefano Cattani, dirigente informatico del Servizio idro, meteo, clima di Arpa – valuterà gli elaborati prodotti dai ragazzi e selezionerà i migliori: la classe vincitrice sarà premiata con la partecipazione a un evento speciale legato al mondo del giornalismo.

 

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