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Sicurezza, le ronde sono già venti in provincia

Solo nel capoluogo sono già cinque i gruppi di controllo di vicinato che stanno spuntando un po' ovunque tranne che in montagna. Il comandante Romandini: "E' importante che i cittadini si sentano protagonisti"

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REGGIO EMILIA – Sono circa una ventina le ronde di cittadini attive nella nostra provincia comprese quelle del Comune capoluogo. Alla dozzina già presente, si aggiungeranno presto quelle dei Comuni della Bassa che si propongono di attivare il progetto di controllo di vicinato entro fine anno.

E’ scritto nero su bianco nel “Quadro complessivo degli Obiettivi 2017” approvato dall’Unione a cui aderiscono Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo. Il 22 febbraio scorso il capoluogo ha siglato con la prefettura il primo protocollo d’intesa sul controllo di vicinato. A suggellare l’importanza dell’evento era presente il capo della Polizia di Stato, il prefetto Franco Gabrielli. Almeno cinque sono i gruppi oggi attivi in città e nelle frazioni. Il 12 aprile è poi stata la volta dei Comuni di Casalgrande, Castellarano, Rubiera, Quattro Castella, Scandiano e Correggio.

In quest’ultima cittadina, i gruppi di cittadini armati di telefonini erano nati informalmente già nel 2015 grazie a Davide Spada. I volontari di Correggio, ormai, sono così avanti nell’organizzazione ed efficienti che insieme a quelli di San Martino in Rio stanno iniziando a coordinarsi con i colleghi d’oltre confine dell’Unione Terre d’Argine: Carpi, Campogalliano, Soliera e Novi. In Val d’Enza è Montecchio con Giuseppe Carissimi a far scuola da tempo, e si stanno avviando i vari gruppi comunali con il coordinamento del Comando unico di polizia municipale la cui comandante Cristina Caggiati è stata, nella zona pedemontana parmense, tra i precursori in Italia di questi progetti.

Nella Bassa i Comuni sono ai blocchi di partenza. Carlo Alberto Romandini, comandante del Corpo Unico di Polizia municipale, analizza la situazione di questo vasto territorio rivierasco (e non solo) e spiega perché oggi è necessario un ruolo attivo dei cittadini. Nei dati forniti dalla Prefettura di Reggio in relazione al 2016 si registra “una sensibile diminuzione del numero di reati, anche di quelli predatori, nel nostro territorio”.

Spiega il comandante: “Ciò nonostante, i dati sulla percezione di sicurezza che emergono dai contatti con i cittadini delineano uno scenario molto diverso, che testimonia una crescente preoccupazione ed un aumento del senso di insicurezza, anche a fronte di una reale diminuzione della criminalità diffusa”. Aggiungendo: “Quanto emerge, oltre a far riflettere gli amministratori e gli appartenenti alle forze di polizia, deve divenire uno stimolo per tutti per ricercare nuove modalità e nuovi approcci finalizzati ad innalzare la percezione della sicurezza da parte della cittadinanza che è direttamente collegata all’aumento della fiducia nelle istituzioni. Soprattutto, non è più sufficiente ricercare e formalizzare rapporti di collaborazione tra le varie forze di polizia a competenza nazionale e locale, e tra queste e le Amministrazioni locali”.

Il tema centrale è innanzitutto la comunicazione. Romandini dice che è “estremamente importante che tali dinamiche di collaborazione siano percepite dai cittadini e che in alcuni casi quest’ultimi si sentano protagonisti e partecipi degli interventi di prevenzione che investono il territorio di appartenenza”. Una risposta credibile e potenzialmente efficace alla “insicurezza percepita” è appunto che “la polizia locale sostenga i Gruppi di vicinato/comunità nell’identificazione dei propri obiettivi e nella definizione dei propri limiti. Questo perché un gruppo di comunità attivo ed efficace deve tenere conto, nella sua azione, delle condizioni del proprio territorio, delle caratteristiche dei suoi membri, delle esigenze specifiche e delle condizioni di fattibilità”.

Il comandante Carlo Alberto Romandini

Nella Bassa da alcuni anni è stato avviato il potenziamento di strutture e strumentazione: varchi, tutor, autovelox tradizionali, scout speed (telecamere poste all’interno delle vetture della polizia in movimento, in grado di rilevare la velocità delle altre auto), targa system e concilia service (software per la gestione dei dati delle infrazioni). Il 2017 sarà invece ricordato come l’anno in cui si sono sperimentate le nuove modalità di controllo del territorio. Il progetto di “Controllo di vicinato” è stato presentato ai cittadini delle Amministrazioni comunali che ne hanno fatto richiesta, ad esempio Reggiolo. Il Comando dal canto suo ha individuato le zone del territorio in cui avviare, anche solo sperimentalmente, il percorso e i potenziali gruppi da attivare.

Dopo una adeguata attività di formazione professionale (con il confronto anchecon gli operatori delle altre zone dove il servizio è stato avviato), gli agenti hanno preparto i documenti e gli strumenti per la relazione con i gruppi. Ovviamente anche in questi casi i social network (fb, WhatsApp, ecc) sono gli strumenti principali per gestire la rete di contatti. Verrà poi predisposto, con la supervisione della Prefettura di Reggio, il “protocollo di intesa con le altre forze di polizia, finalizzato a stabilire i canali e le procedure attraverso le quali debbano essere gestite le “segnalazioni qualificate” provenienti dai cittadini”.

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