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Sciopero trasporti, i sindacati: “Adesioni altissime”

Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa contestano: "Meno 70 unità nei territori e si esternalizza. Ora basta tagli"

REGGIO EMILIA – “Adesioni altissime” allo sciopero dei lavoratori di Seta, la spa dei trasporti pubblici, a Modena, Reggio Emilia e Piacenza: oscillano a seconda dei territori tra il 95% e il 100%, nella fascia mattutina. Lo segnalano i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl-Fna e Faisa-Cisal regionali e territoriali, che dopo una conferenza stampa a Modena questa mattina sono stati ricevuti dall’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, per esporre tutti i problemi sul tavolo gia’ rimessi in fila oggi in una “lettera al cittadino”.

All’azienda presieduta da Vanni Bulgarelli e diretta da Roberto Badalotti, in particolare, si contestano il doppio regime salariale per vecchi e nuovi assunti, “la mancanza di volonta’” per arrivare all’armonizzazione contrattuale sui tre territori, “il sotto-organico strutturale da ormai un anno e mezzo a questa parte”, gli straordinari imposti obbligatoriamente, i turni comunicati “un giorno per l’altro” (la legge prevede 48 ore di anticipo), la mancanza di investimenti per la sostituzione e la manutenzione del parco veicoli.

Non solo: “Viene prospettato un taglio di 70 unita’ nei tre territori, quando invece servirebbero piu’ unita’ lavorative”, segnalano i sindacati. I quali aggiungono sul fronte contrattuale: “L’azienda sostiene che la proposta di armonizzazione dei sindacati costerebbe 800.000 euro, ma queste risorse si potevano ricavare da una diversa scelta sull’aumento di capitale effettuata lo scorso 5 aprile”. E ancora: “Agli autisti risultati per vari motivi inidonei alla mansione – criticano i sindacati – non viene proposta un’alternativa di ricollocazione, ma vengono messi in aspettativa al 50% dello stipendio e addirittura in qualche caso licenziati”.

L’esternalizzazione a Holacheck del servizio di controllo dei biglietti a bordo dei mezzi, inoltre, “ha portato all’emissione di 100.000 multe ai trasgressori nello scorso anno, con un incasso di un milione di euro, ma se venisse effettuato dai dipendenti diretti di Seta costerebbe di meno e liberebbe risorse sul bilancio aziendale”. I lavoratori contestano anche la “distorsione” del sistema dei subaffidamenti: se la Regione elargisce a Seta 2,1 euro a chilometro, la stessa Seta gira il servizio all’azienda Til di Reggio Emilia, che paga 2,4 euro contro una media in altre zone dei tre bacini “di 1,8 euro a chilometro”.