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La Regione boccia l’ipotesi del politecnico a Reggio

L'assessore Bianchi risponde a un'interrogazione dei Cinque Stelle: "Non è nei nostri piani"

REGGIO EMILIA – La Regione non ha alcuna intenzione di sostenere la realizzazione di un Politecnico regionale a Reggio Emilia. A rivelarlo e’ Giulia Gibertoni, capogruppo del M5s, che nelle scorse settimane aveva presentato un’interrogazione alla Giunta dopo che Confindustria aveva presentato l’ipotesi di un progetto riguardo alla nascita di un nuovo Politecnico a Reggio Emilia nelle vicinanze della stazione Mediopadana, suggerito dall’architetto Santiago Calatrava.

“Visto che era stato il presidente Bonaccini a parlare di un progetto su base regionale, pur non individuando una zona geografica ben precisa dove collocarlo, abbiamo voluto chiedere alla Regione se la fuga in avanti di Confindustria e la localizzazione a Reggio Emilia, progetto per cui si faceva gia’ il nome di Calatrava, fosse condivisa o no da viale Aldo Moro”, spiega Gibertoni. “Un dubbio che oggi siamo riusciti a sciogliere visto che rispondendo alla nostra interrogazione l’assessore Patrizio Bianchi ha risposto chiaramente che il progetto non rientra nei piani della Regione”.

Nella risposta all’interrogazione, infatti, Bianchi specifica che: “pur apprezzando lo stimolo offerto dal presidente di Unindustria Reggio Emilia e dall’architetto Calatrava non e’ intenzione della Regione sostenere un investimento di tale rilevanza per una nuova struttura politecnica. È intenzione della Regione, invece, rafforzare e implementare l’offerta formativa post-diploma della Rete politecnica regionale, al fine di rispondere al fabbisogno di tecnici specializzati piu’ volte espresso dal sistema economico-produttivo regionale”.

Aggiunge quindi la consigliera regionale: “Quest’ultimo resta un tema di grande importanza e lo porteremo al piu’ presto in commissione per poterlo sviluppare in modo efficace, chiedendo innanzitutto un confronto all’assessore per capire come si intende procedere”. Insomma, “prima dei progetti faraonici, che piu’ che su contenuti e offerta formativa sembrano incentrati sui contenitori, cioe’ ruspe e cemento, va garantita una rete efficiente, innovativa e diversificata, all’altezza delle esigenze di tutti i nostri territori” (Fonte Dire).