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Gioco, nuovo contenzioso fra Comune e sale slot

La società Ricreativo B ricorre al Tar contro l'applicazione della legge regionale

REGGIO EMILIA – Mentre da quasi due anni il Movimento 5 stelle invoca in sala del Tricolore l’approvazione del nuovo regolamento comunale contro il gioco d’azzardo, per l’amministrazione di Reggio Emilia spunta all’orizzonte un nuovo contenzioso legale con i gestori delle sale slot. La controparte e’ in questo caso la societa’ “Ricreativo B Spa”, titolare di due delle maggiori strutture per il gioco in citta’.

L’azienda – si apprende da una recente delibera di giunta – ha infatti presentato il 14 settembre scorso un ricorso al Tar di Bologna, impugando non solo la nuova legge regionale contro il gioco d’azzardo approvata a meta’ giugno, ma anche “tutti i provvedimenti di mappatura dei luoghi sensibili”, adottati dal Comuni emiliano-romagnoli sulla scorta della normativa regionale, compresi quelli “di sospensione e chiusura”, delle sale gioco.

Come noto, secondo le nuove disposizioni arrivate dall’ente di viale Aldo Moro, e’ diventato operativo il divieto di apertura e di esercizio delle sale gioco e delle sale scommesse, oltre che l’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, entro una distanza di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanili e di culto. Il divieto, specifica la delibera regionale, si applica sia alla nuova apertura che alle sale giochi e sale scommesse gia’ in esercizio, oltre che alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo.

Secondo la legge inoltre il Comune deve provvedere ad individuare i luoghi sensibili sul proprio territorio e le strutture non in regola con le disposizioni, entro sei mesi dalla pubblicazione della delibera sul Bollettino ufficiale della Regione. Sulla base di questa analisi, il Comune comunichera’ ai titolari delle sale gioco e delle sale scommesse ricadenti nel divieto di esercizio l’adozione nei successivi sei mesi dei relativi provvedimenti di chiusura, ed ai titolari degli altri esercizi con apparecchi per il gioco d’azzardo che si trovano a meno di 500 metri dai luoghi sensibili, il divieto di installazione di nuovi apparecchi e il divieto di rinnovo dei contratti tra esercente e concessionario alla loro scadenza.

Contro la “Ricreativo B” il Comune di Reggio ha deciso di resistere in giudizio, affidando l’incarico di rappresentanza e difesa all’avvocato Santo Gnoni, dirigente del servizio legale comunale. Gli ultimi dati disponibili sul gioco d’azzardo nella provincia reggiana, ottenuti dal Movimento 5 stelle con una serie di accessi agli atti da parte dei suoi parlamentari, fotografa infine un’idrovora da 342 milioni di euro giocati nel 2016, con perdite per 85 milioni.