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Punti nascite, i medici del S. Maria: “Bene chiudere Castelnovo”

I professionisti dell'ospedale: "Era insicuro per tutti"

CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – La chiusura del punto Nascita di Castelnovo Monti in provincia di Reggio Emilia “e’ un atto dovuto che risponde alla necessita’ di garantire la massima sicurezza per i neonati, per le mamme, per le famiglie ed infine per gli operatori sanitari stessi, che non possono continuare a erogare un’assistenza sanitaria in condizioni di precarieta’ e di rischio clinico elevato”.

Lo affermano in coro i professionisti del Dipartimento Materno Infantile dell’ospedale Santa Maria, a cominciare dal direttore Giancarlo Gargano. Per i medici pero’ la soppressione della nursery “non deve essere considerata un atto conclusivo, ma solo il primo passo di un percorso ancora lungo”.

Infatti, affermano, “consapevoli delle buone ragioni della comunita’ montana e delle valide preoccupazioni dei cittadini, siamo convinti che adesso inizi un lavoro importante e duro, un lavoro che potra’ dare risultati estremamente positivi e favorevoli, se affrontato con spirito costruttivo da parte di tutti gli attori presenti”. E’ infatti necessario procedere “con celerita’ all’attuazione del programma di potenziamento del percorso nascita (fatta eccezione per il parto) nel distretto di Castelnovo e per far questo i professionisti del dipartimento sono pronti a mettersi in gioco da subito”.

E ancora: “C’e’ l’impegno costante e la determinazione a non lasciare soli i cittadini del nostro appennino. Il confronto con loro, con le istituzioni locali e con i sanitari di Castelnovo dovra’ essere costante e proficuo e condurra’ certamente agli ambiti risultati che i reggiani meritano, coniugando una ‘nascita sicura’ con un’assistenza perinatale ottimale, ma umanizzata e confortevole”.

Gia’ quest’estate, quando si era decisa la sospensione di un mese dell’attivita’ del punto nascita, gli operatori dell’ospedale si erano espressi a favore della chiusura completa, sottolineando il calo della natalita’ in essere da diversi anni in montagna e il numero troppo elevato di strutture a livello provinciale (5), in cui che la carenza di professionisti aveva creato una situazione “ormai insostenibile ed insufficiente a coprire i bisogni”.

Per queste ragioni, concludono i medici, la prima motivazione che ha portato alla chiusura del punto nascite “e’ una scelta legata ad esigenze di sicurezza e di tutela della salute delle donne e dei neonati, il tutto sulla base di elementi scientifici consolidati”.