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La Sergio: “Mai fatto favori ad imprenditori cutresi”

La moglie del sindaco Vecchi: "Parenti mafiosi? Legami remoti. le osservazioni e le varianti dei piani urbanistici rientrano nella competenza esclusiva del Consiglio comunale"

REGGIO EMILIA – “Non intendo minimamente commentare dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, ed interferire con affermazioni che la magistratura sapra’ vagliare ed apprezzare al meglio”. Cosi’ Maria Sergio, moglie del sindaco di Reggio Emilia, chiamata oggi in causa nel processo Aemilia dal pentito Antonio Valerio che l’ha accusata di aver fatto “favoritismi” verso alcuni imprenditori di origine calabrese durante il suo incarico di dirigente all’urbanistica del Comune di Reggio Emilia – per 10 anni – nell’amministrazione di Graziano Delrio.

Valerio ha inoltre sottolineato i rapporti di parentela, seppur lontana, di Sergio con un vecchio boss della ‘ndrangheta di Cutro, caduto “in disgrazia” per il “disonorevole” omicidio di una donna negli anni ’60. Maria Sergio, che dopo l’elezione del marito a primo cittadino ha assunto lo stesso incarico dirigenziale nel Comune di Modena, tiene pero’ a fare alcune precisazioni.

E sui presunti favori agli imprenditori calabresi spiega “che le osservazioni e le varianti dei piani urbanistici rientrano nella competenza esclusiva del Consiglio comunale, non certo in quella di un dirigente comunale quale sono”. Fa invece “quasi sorridere – se non fosse decisamente sgradevole – continuare ad essere accostata ad un remotissimo rapporto di parentela che, dalle ricostruzioni della stessa magistratura, risalirebbe a piu’ di un secolo fa”, commenta la dirigente.