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“Turismo e cultura, a Reggio solo gnocco fritto e notti rosa”

Fantuzzi: "Reggio Emilia è penultima in Regione. Ma il nostro sindaco, che detiene le fondamentali deleghe alla cultura, pare non preoccuparsene"

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REGGIO EMILIA – “I dati sugli accessi turistici nella nostra città permangono assai preoccupanti: Reggio emilia è penultima in Regione. Ma il nostro sindaco, che detiene le fondamentali deleghe alla cultura, pare non preoccuparsene. Egli afferma, da tempo, che non siamo mai stati la città del turismo e che l’Emilia stessa, nella sua interezza, avrebbe basato su altri valori il proprio sviluppo economico e sociale.

Vecchi si è per caso mai recato nelle città vicine? Pur non godendo di un patrimonio artistico pari a Parma e Modena, il nostro territorio vanta una storia altrettanto pregnante, impreziosita da figure uniche come Matilde di Canossa, Ariosto e Fontanesi e beneficia della presenza di luoghi di pregio e di cibi di assoluta qualità. Cultura e turismo, nella città che non ha nemmeno un Assessore deputato a tale funzione, non sono e non possono essere solo gnocco fritto (peraltro buonissimo), street food e notti rosa.

Cultura non è nemmeno da intendersi esclusivamente come organizzazione di eventi, alcuni anche apprezzabili come Fotografia europea, a patto che si tengano sempre meno in centro storico, dati gli appetiti, ahimè ingiustificati, di qualcuno sul Campovolo.

Ecco il nodo fondamentale: cultura è essenzialmente preservare e valorizzare la propria storia, soprattutto allorquando ha espresso autentici titani come Matilde di Canossa, Ludovico Ariosto e Antonio Fontanesi, ai quali altre città hanno dedicato ben altra cura e attenzione; ricordo peraltro che il 23 febbraio 2018 ricorrerà il bicentenario della nascita di Fontanesi, insigne pittore che verrà ricordato anche a Tokio.

La nostra amministrazione intende mancare anche questa opportunità, come per il cinquecentesimo anniversario dell’Orlando Furioso? Troppe sono ancora le carenze nella programmazione di un turismo sostenibile e di qualità, legato alle figure di cui sopra, ma anche alle eccellenze enogastronomiche e alla scoperta della Pietra di Bismantova e dei percorsi dei monti e delle colline circostanti, in coordinamento con gli altri Comuni della Provincia.

Come più volte da me argomentato, la Stazione AV può e deve essere il primo veicolo di promozione turistica del bacino provinciale, la porta anche simbolica di ingresso al nostro territorio, ovvero favorire in prima battuta gli arrivi di visitatori, non solo le partenze di chi lascerà a Reggio Emilia soltanto la propria auto e i relativi disagi.

A ciò è finalizzata la proposta di intitolare la stazione a Matilde di Canossa e di creare un luogo adeguato all’interno, una sorta di piccolo museo aperto che accolga chi arriva e lo indirizzi verso i luoghi matildici e al Mauriziano.
E perchè non riportare passi dell’Orlando Furioso e immagini dei dipinti di Fontanesi sulle pareti della Stazione? Non dimentichiamo poi il fondamentale collegamento ferroviario con Canossa, già presente e solo da potenziare. I tedeschi impazziscono per Matilde e Enrico IV: vogliamo seguitare a ignorarli?

Sindaco Vecchi: la tua responsabilità è di salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico della città, affidatoti per questo mandato. E questo patrimonio non va trasformato e stravolto, anche nel linguaggio utilzzato (l’abuso del termine innovazione è ormai endemico), ma rispettato nella sua interezza. Reggio Emilia non ha solo i Chiostri di San Pietro”.

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