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Sanità, nuova scoperta a Reggio sui melanomi

I ricercatori dello "Skin cancer unit" del reparto di Dermatologia del Santa Maria Nuova hanno scoperto che in oltre due terzi dei casi il cancro della pelle insorge come nuova lesione su pelle sana e non dai nei

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REGGIO EMILIA – In oltre due terzi dei casi il melanoma insorge come nuova lesione su pelle sana e non dai nei (in termini medici nevi) gia’ presenti. È il risultato di una ricerca condotta da ricercatori della “Skin cancer unit” del reparto di Dermatologia dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, in collaborazione con tre universita’: Unimore, l’Universita’ della Campania di Napoli e l’Ateneo “Aristotele” di Salonicco.

Lo studio e’ stato pubblicato dal prestigioso Journal of American Academy of Dermatology, la rivista scientifica piu’ importante del mondo in dermatologia e ha avuto grande risonanza a livello nazionale e internazionale. Il gruppo di lavoro di cui fanno parte alcuni medici in forza all’ospedale di reggiano, ha preso in esame i risultati di 38 studi clinici e oltre 20.000 casi di melanoma.

Ne e’ risultato che meno di un terzo (29,1%) dei melanomi non insorge da nevi preesistenti, bensi’ il 70,9% si manifesta come nuova lesione sulla pelle. La ricerca ha inoltre mostrato come i melanomi originati dai nevi preesistenti siano mediamente piu’ sottili e pertanto meno aggressivi. “I risultati confermano l’importanza di tenere sotto controllo i propri nei, per scoprire se emergono variazioni sospette e identificare il melanoma in uno stadio precoce, quando ci sono ottime possibilita’ di cura”, spiega la dottoressa Caterina Longo, coordinatrice della Skin Cancer Unit del Santa Maria Nuova e professore associato all’Universita’ di Modena e Reggio.

“Ora pero’ sappiamo che in soggetti adulti non bisogna fare attenzione soltanto ai nei gia’ esistenti, ma anche ad eventuali nuove formazioni, poiche’ e’ piu’ probabile che il melanoma compaia sotto queste vesti”. Longo sottolinea infine: “I pazienti con molti nevi hanno un rischio piu’ alto di insorgenza di un melanoma cutaneo, ma questo di solito non si verifica su un nevo preesistente”. Riccardo Pampena, dermatologo all’Arcispedale e primo firmatario dell’articolo scientifico ribadisce: “È importante fare regolarmente un’ispezione cutanea, da soli o con l’aiuto di qualcuno, non dimenticando le zone difficili da controllare come il dorso o il cuoio capelluto. In caso si notino cambiamenti di qualsiasi genere e’ necessario fare una visita da uno specialista dermatologo”.

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