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L’Emilia-Romagna punta sulle rinnovabili

Entro il 2020 si dovrà ottenere una riduzione del -20% delle fonti inquinanti (-40% entro il 2030), e una crescita del +20% per quanto concerne la produzione di energia rinnovabile

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REGGIO EMILIA – L’obiettivo sono le rinnovabili: il trasferimento dalle politiche di produzione energetica ad una logica prettamente low carbon – e dunque eco-sostenibile – è da anni al centro di discussioni, di tavole rotonde e quant’altro. Si tratta di un discorso che riguarda ovviamente la vivibilità del nostro pianeta in primis, ma anche il risparmio dei consumatori, considerando che il prezzo dell’energia è ultimamente schizzato alle stelle: parliamo infatti di uno dei costi che incidono più di tutti sul bilancio familiare, per via di bollette sempre più salate. Fortunatamente, in attesa dei futuri sviluppi, oggi ci viene comunque incontro la tecnologia: esistono infatti portali web come comparasemplice.it, che consentono di mettere a confronto le tariffe luce e gas, scegliendo così la più conveniente fra tutte. Ma questo non basta, ed è per il suddetto motivo che la regione ha deciso di attuare una politica di incentivazioni in questo settore.

Emilia-Romagna: il suo ruolo all’Expo di Astana
La presenza dell’assessore regionale Costi all’Expo 2017 Future Energy di Astana (Kazakistan) ha un suo motivo, molto importante: attualmente, la suddetta regione assorbe il 10% delle importazioni di prodotti e tecnologie made in Italy da parte della nazione kazaka, il che spiega anche questo filo conduttore che lega i due governi. In altre parole, il Kazakistan rappresenta oggi uno dei mercati potenzialmente più floridi per l’Emilia-Romagna, che attualmente esporta in direzione dei mercati kazaki soprattutto prodotti relativi al settore abbigliamento e delle macchine agricole, ma anche dei motori elettrici. Ciò introduce la vera novità: la giunta regionale ha intenzione di fortificare i rapporti con il Kazakistan per quanto concerne l’innovazione e la ricerca, con l’obiettivo di esportare anche le eccellenze regionali in termini di energia pulita e di produzione eco-sostenibile, oltre al riciclo delle materie in ambito industriale. Ed ecco che durante l’Expo Future Energy di Astana il discorso relativo alle logiche low carbon ha tenuto banco in modo preponderante.

Il piano verde per l’energia in Emilia-Romagna
La tappa kazaka non è altro che la diretta conseguenza di una programmazione che l’Emilia-Romagna ha curato in modo molto attento, in merito allo sviluppo dell’energia green e delle soluzioni relative al rinnovabile. Parliamo, infatti, di un vero e proprio “piano verde” che potrà contare su investimenti per 249 milioni di euro. Un piano che è stato suddiviso in tappe virtuose, spalmate negli anni: entro il 2030 la regione ha l’obiettivo di raggiungere tutti gli obiettivi già stabiliti in termini di ambiente e di clima, ai quali verranno accostati anche dei “micro-obiettivi” a scadenza più ravvicinata, raccolti nel Piano Triennale 2017-2019. D’altronde i soldi che verranno investiti nel raggiungimento di questi obiettivi sono tanti: si parla di circa 249 milioni di euro, la metà dei quali proverrà direttamente dalle casse della regione (i restanti milioni, invece, dai due programmi Fesr). Ma quali sono questi famosi traguardi da raggiungere? Entro il 2020 si dovrà ottenere una riduzione del -20% delle fonti inquinanti (-40% entro il 2030), e una crescita del +20% per quanto concerne la produzione di energia rinnovabile (+27% entro il 2030).

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