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Fondazione Palazzo Magnani, ecco il nuovo Comitato scientifico

Un'attenzione al territorio, alle relazioni internazionali e una nuova modalità di approccio all'arte e alla sua funzione sociale

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REGGIO EMILIA – Il progetto culturale della nuova gestione della Fondazione Palazzo Magnani inizia a prendere forma. Il primo semestre del 2017 ha impegnato il Consiglio di amministrazione nella conduzione delle iniziative in programma (mostra “Liberty in Italia”, “Licalbe Steiner”, Fotografia Europea, “Kandinsky→Cage”) e nella riorganizzazione della struttura amministrativa e operativa, cresciuta da quattro a undici persone e orientata verso la gestione di nuovi spazi e l’impiego di nuove competenze. Scrive la Fondazione: “La squadra oggi è pronta per consentire alla Fondazione di iniziare nel migliore dei modi una stagione ricca di progetti ed eventi che si articoleranno in diversi luoghi della città, da Palazzo da Mosto ai Chiostri di San Pietro, nell’ottica di un progetto ampio e allo stesso tempo organico”.

Una programmazione culturale di qualità che consolidi ulteriormente il riconoscimento internazionale della Fondazione Palazzo Magnani nel panorama culturale ed espositivo e che ambisca a raggiungere gli obiettivi di sistema indicati, necessita di un Comitato Scientifico in grado di esprimere eccellenza, capacità relazionali e sguardo innovativo. “Pensiamo di aver individuato – afferma il Presidente della Fondazione – un gruppo di professionisti e studiosi di assoluta e riconosciuta qualità, molti del quali legati a Reggio Emilia per motivi professionali o personali. Ognuno, tuttavia, dotato di sguardo esterno sulla città, esenti da tentazioni celebrative dell’esistente o facili entusiasmi. Tutti capaci di apportare al progetto contributi originali e complementari tra loro.”

Il nuovo comitato scientifico
Ecco i nomi: Marzia Faietti, Coordinatrice della Divisione Educazione e Ricerca e Coordinatrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi di Firenze; Marco Belpoliti, scrittore e critico letterario, docente di Sociologia della letteratura e Letteratura italiana all’Università di Bergamo; Vanni Codeluppi, sociologo e docente di Sociologia dei media presso l’Università Iulm di Milano; Walter Guadagnini, Direttore di Camera – Centro Italiano per la Fotografia di Torino e docente di Storia della Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna; Gerhard Wolf, Direttore e membro del comitato scientifico del Kunsthistorischen Institut in Florenz Max-Planck-Institut.

Le nuove tematiche
Diversi temi sono giunti all’attenzione della Fondazione nel semestre trascorso a mappare le emergenze culturali del territorio e a tessere relazioni con diversi potenziali partner nazionali e internazionali. Sulla base di queste riflessioni il Comitato Scientifico sarà chiamato a costruire la programmazione espositiva e culturale dei prossimi anni, con l’obiettivo di assegnare riconoscibilità e identità a ogni progetto e contenitore – Palazzo Magnani, Palazzo da Mosto, Chiostri di San Pietro, le piazze della stagione estiva –, sotto il segno distintivo di una nuova modalità di approccio all’arte e alla sua funzione sociale. Il primo appuntamento su cui, insieme al Comune di Reggio Emilia, il Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani sarà chiamato a lavorare è la prossima edizione di Fotografia Europea. Il cammino è già iniziato e a breve verrà annunciato il nuovo concept del Festival 2018.

Continua Palazzo Magnani: “Molte relazioni sono state intrecciate in questi mesi e sarà possibile vedere i primi esiti di queste partnership già a partire dalla prossima grande mostra “Kandinsky→Cage. Musica e spirituale nell’arte”. Altro elemento caratterizzante del nuovo approccio della Fondazione Palazzo Magnani riguarderà la didattica per le scuole e la formazione per gli insegnanti. Verrà potenziata l’offerta formativa qualificata per i docenti che intenderanno frequentare i corsi di aggiornamento e saranno pensati differenti approcci all’esperienza di visita delle scuole di ogni ordine e grado. I laboratori ricopriranno un ruolo fondamentale, nella consapevolezza che i bambini di oggi, più ancora di quelli di vent’anni fa, hanno necessità di fare esperienza artistica diretta”.

 

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