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Casa Gioia accoglie nuovi utenti

I progressi dei ragazzi che frequentano il centro sono tangibili. Le iscrizioni sono aperte

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REGGIO EMILIA – C’è Raffaele, terrorizzato dagli animali, che ha vinto la sua paura ed è salito in sella ad un cavallo; c’è Simone, che sta imparando a muoversi in autonomia negli spazi aperti e di vita quotidiana. E poi, ancora, ci sono Elia, che ha imparato a stare tranquillo quando è seduto in auto, e Matteo, che regala sorrisi aperti a chiunque gli si avvicini ed è felice di partecipare ad ogni tipo di attività proposta.

Nel racconto di Gianluca Amato, direttore educativo di Casa Gioia, c’è tutta la soddisfazione di chi vede i progressi quotidiani dei ragazzi che frequentano il centro di via Gioia, la start up innovativa a vocazione sociale presieduta da Stefania Azzali. La cooperativa è nata a maggio di quest’anno per prendersi cura di pre-adolescenti, adolescenti e giovani adulti con disabilità cognitive e autismo, cui offre numerosi servizi: attività socio-educative, assistenza e integrazione scolastica, percorsi terapeutici intensivi personalizzati, doposcuola per chi ha bisogni educativi speciali e disturbi specifici dell’apprendimento. E poi ci sono le collaborazioni con realtà del territorio mirate a porre gli utenti in contesti inclusivi, sia sportivi che culturali: con l’azienda agricola “Il Tralcio”, lo Spazio Gerra, l’oasi Wwf di Marmirolo.

Casa Gioia pensa anche al sostegno dei genitori. Organizza incontri periodici con lo psicologo coordinatore dei programmi per un aggiornamento reciproco sulla loro evoluzione, e di formazione con il direttore scientifico Fabiola Casarini. Le famiglie che desiderino iscrivere i propri figli al centro possono farlo telefonando al numero 0522-421037 o scrivendo a info@casagioia.org per fissare un primo appuntamento nel quale il direttore educativo chiede informazioni sul ragazzo da inserire, – sviluppo cognitivo, aspettative dei genitori, terapie svolte – spiega la filosofia del centro e le attività proposte.

“Se la famiglia decide di iniziare un percorso con noi, in un incontro successivo facciamo una valutazione più approfondita del nuovo utente per decidere se il nostro centro è appropriato per lui e per concordare coi genitori la frequenza”, chiarisce Amato.

“La nostra filosofia – spiega la presidente Azzali – è offrire un servizio innovativo che unisca la scienza ABA (Analisi del Comportamento Applicata) come base per l’insegnamento continuo, ad attività ludico-ricreative di inserimento sociale, gestito da educatori e insegnanti qualificati in rapporto 1:1.

La novità di Casa Gioia è quella offrire un servizio educativo ABA intensivo con attività educative e ludiche diverse ogni giorno, per l’intero pomeriggio per tutta la giornata, per tutto l’anno, comprese le vacanze scolastiche, dalle 14,30 alle 18,30 dal lunedì al venerdì, in una fascia di età, quella dei ragazzi e degli adulti, che attualmente è abbastanza povera di proposte. In questo modo sgraviamo le famiglie dalla complessa e costosa organizzazione quotidiana di cercare e gestire per il figlio tante attività spezzettate, che spesso obbligano la mamma a non poter lavorare o occuparsi di altro”.

Casa Gioia considera importante anche “fare scienza”, per questo non si limita ad offrire un servizio alla persona ma sviluppa progetti di ricerca, in collaborazione con Unimore, analizzati, studiati e seguiti da Fabiola Casarini per diventare pubblicazioni condivise con la comunità scientifica mondiale. L’obiettivo è trasferire ovunque l’esperienza in questo settore.

“Il nostro è un centro di eccellenza innovativo, uno dei pochi ad avere accettato la sfida di creare un servizio sulla disabilità adulta che miri ancora allo sviluppo delle competenze e alla raccolta di dati idonei a creare un protocollo scientifico”, prosegue la presidente.

“Accogliamo ragazzi dai dieci anni in su, con diverse disabilità di tipo cognitivo: dal ritardo mentale all’autismo grave, comprendendo soggetti che non riescono a parlare, fino a quelli con alti funzionamenti, affetti a volte da problemi nell’interazione, o di aggressività, eccetera. Cerchiamo di offrire ad ognuno attività personalizzate, che riscuotano il loro interesse: il nostro obiettivo è farli stare bene e sviluppare costantemente le loro abilità. Quando il ragazzo inizia il percorso con noi, durante le attività viene sottoposto a uno screening completo delle sue competenze, che sarà la base del progetto personalizzato che svilupperemo in accordo con i genitori. Infine, da parte nostra c’è la massima disponibilità a spostarci, affiancandoci alle famiglie anche in ambiente domestico o scolastico, nel caso si rilevino comportamenti problematici del ragazzo, che al centro possono non emergere”.

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