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Mattia, il mistero delle tre ore in cui è rimasto solo in palestra

Oggi si svolgerà l'autopsia sul corpo del giovane campione di nuoto. Si ipotizza un infarto. Indagati il gestore della "sala pesi" e il suo referente tecnico

MODENA e REGGIO EMILIA – Viene eseguita in queste ore l’autopsia sul corpo del campione di nuoto Mattia Dall’Aglio, deceduto a 24 anni in circostanze misteriose mentre stava eseguento una routine di riscaldamento nella palestra dei vigili del fuoco accanto alla piscina dove faceva gli allenamenti in acqua. L’incarico è stato conferito oggi dal procuratore Lucia Musti, di Modena. Si ipotizza che il ragazzo sia stato vittima di un attacco cardiaco; una telecamera lo ha ripreso attorno alle 14,30 mentre entrava nella struttura, ma è stato trovato solo tre ore dopo. Ormai non c’era più nulla da fare.
La famiglia si è rivolta all’avvocato Nicola Tria per essere assistita in questi difficili passaggi.
L’ipotesi su cui la Procura indaga è quella di omicidio colposo.
Per ora sul registro degli indagati ci sono due persone: Mirco Merighi, il presidente dell’associazione “Amici del Nuoto”, che gestisce in comodato d’uso la palestra e la piscina di proprietà dei vigili del fuoco (cioè dello Stato), e Luciano Landi, il referente tecnico.

Saranno analizzate le caratteristiche della palestra, definita dalla dottoressa Musti “una sala pesi”: se sono presenti tutte le autorizzazioni e se erano rispettate le normative. Si dovrà poi capire se la funzione di controllo propria dei gestori sia stata correttamente esercitata.