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Articolo n° 32691 del 10/08/2017 - 19:52

Concerto solidale per la pediatria dell’ospedale Sant’Anna

Musica e solidarietà sabato a Castelnovo Monti con un'iniziativa pro ospedale. Le Cicogne all'assessore regionale Venturi: "In attesa di risposte sull'ostetricia"

L'ospedale Sant'Anna di Castelnovo MontiL'ospedale Sant'Anna di Castelnovo Monti

CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) - Musica e solidarietà a Castelnovo Monti, dove si rinnova l’appuntamento annuale con l’iniziativa a sostegno dell’ospedale Sant’Anna promossa dalle aziende Elecric80 e Bema. Quanto raccolto quest’anno andrà al progetto Nautilus.
Sabato 12 agosto in piazza Gramsci, in centro, si terrà un concerto de “Lassociazione”, gruppo folk noto a livello nazionale. L’ingresso è gratuito ma sarà promossa una raccolta fondi curata da il gruppo “Insieme per il Sant’Anna” e il “Comitato Saliamo le Cicogne”.
Il progetto Nautilus nasce 5 anni fa grazie a Mariola Piazzi in ricordo di sua sorella Silvia. Prevede l’acquisto di dispositivi medici ad alta tecnologia per sostenere l’ospedale di Castelnove, con particolare attenzione alle esigenze dei bambini che devono affrontare trattamenti in ospedale. Si è già acquistato un dispositivo “Nautilus” (da cui il nome del progetto) per la terapia intensiva; un Veinsite e un elettrocardiografo pediatrico, strumenti in possesso solo di pochissimi ospedali ma molto utili per facilitare operazioni ad alto rischio.  Attualmente si stanno raccogliendo offerte per l’acquisto di un  respiratore portatile di ultimissima generazione adatto anche a neonati e bambini su richiesta dei medici del S. Anna .

“E’ molto importante dare un contributo al nostro Ospedale in tempi di ristrettezze economiche – fanno sapere dal comitato delle Cicogne – per tenere alto il livello delle prestazioni mediche nei vari reparti ,aiutare a mantenere in piena attività tutti i servizi già in essere, facilitare per quanto possibile le cure e alleviare la sofferenza dei pazienti soprattutto i più piccoli”. Le Cicogne da tempo si stanno battendo contro la chiusura dell’Ostetricia del Sant’Anna, e con il sindaco Bini ed altri politici stanno chiedendo alla Regione una deroga sulla decisione di andare verso il superamento di tutti i punti nascite che non superano la soglia minima di 500 parti all’anno.

“La montagna con la manifestazione del 26 luglio non solo è riuscita a creare un abbraccio al Sant’Anna ma continua con proposte concrete – affermano ancora le Cicogne – Stupenda la marea di fiaccole che ha illuminato l’Ospedale S. Anna, meraviglioso l’affetto dimostrato dai cittadini grandi e piccoli per il nostro ospedale , ma con i lavori a che punto siamo? Qualcuno vorrà sicuramente essere messo al corrente di ciò che è stato fatto e di ciò che si deve ancora fare anche per potere eventualmente dare il proprio contributo”.

Il  Comitato delle Cicogne ricorda che dopo la raccolta firme promossa nel 2015 per la salvaguardia del Punto nascite e di conseguenza dell’intero servizio dell’Ospedale , una commissione nominata dal sindaco Enrico Bini formata da medici esperti, rappresentanti delle associazioni/comitato e dei partiti politici presenti sul territorio e dei sindacati, e una commissione nominata dal Partito Democratico dopo 1 anno e mezzo di studi sulle potenzialità del S. Anna (i lavori sono durati dalla primavera 2016 all’inverno 2017), dopo mille confronti, discussioni e proposte hanno prodotto, come richiesto dalla Regione nella persona dell’assessore alla sanità Sergio Venturi , un Documento importante che suggerisce ed evidenzia la reale possibile soluzione per la tenuta dell’intero Ospedale: la turnazione dei medici del S. Maria ora ancora più fattibile di prima grazie all’unione delle due aziende sanitarie che annullerebbe il problema del numero di parti fissati dai protocolli del ministero ( 500 annui derogabili in aree disagiate ) e sopperirebbe alle 12 ore di guardia notturna che mancano nel reparto di pediatria. L’esame della situazione del S. Anna ha confermato gli alti livelli di standard di sicurezza anche del Punto Nascita dove negli ultimi 30 anni non si è mai verificato un incidente grave nonostante si siano registrate situazioni anche molto critiche”.

Il S. Anna può inoltre vantare la piena efficienza del servizio di Anestesia e Rianimazione H24, il servizio di Ostetricia e Ginecologia H24; per cià che attiene la Pediatria le ore notturne (ore 20-8) sono coperte da una reperibilità che dovrebbe essere convertita in guardia pediatrica.

Il documento e le 11mila firme sono state portate in febbraio 2017 in Regione da una delegazione formata da alcuni sindaci, dai rappresentanti delle Cicogne, Insieme per il S. Anna, dai sindacati e cittadini. “Le firme sono state protocollate e consegnate all’assessore Venturi ma non si è avuta nessuna risposta in merito, nonostante fosse stata garantita. Non accettiamo passivamente decisioni politiche ambigue e deleterie per la nostra montagna ma siamo disponibili a continuare il confronto per non perdere ciò che già c’è, indispensabile e prezioso per noi : il Punto Nascita e l’intero S. Anna”.