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Una “Palestra sotto il cielo” al campus San Lazzaro

Nell’area verde si trovano attrezzi per rafforzare la muscolatura e un tracciato per il running Presenti al taglio del nastro il sindaco di Reggio Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi

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REGGIO EMILIA – Un percorso di oltre 1 km per correre o camminare e postazioni per fare attività sportiva all’aria aperta al fine di promuovere gli stili di vita sani e consapevoli e la socializzazione tra i lavoratori delle aziende limitrofe e i cittadini tutti, bambini, adulti, anziani. E’ stata inaugurata ieri la “Palestra sotto il cielo” realizzata con un impegno economico da parte della Regione di 50mila euro nell’area pedonalizzata del San Lazzaro. Presenti al taglio del nastro il sindaco di Reggio Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi.

L’area è il frutto di una progettazione partecipata che ha interessato l’Azienda Usl, il Comune di Reggio Emilia e Unimore con il coinvolgimento di CRIBA, UISP, CSI, CONI, FCR- Città Senza Barriere, Istituto Tecnico Secchi, Liceo Artistico Chierici, Cooperativa sociale L’Ovile, Centro Sociale Venezia, Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, Luoghi di Prevenzione e GIS.

Il tracciato è accessibile anche a persone non vedenti e prevede tre aree per l’allenamento individuale, ciascuna delle quali con attrezzature sportive miste, quelle per rafforzare la muscolatura, quelle per la ginnastica dolce e quelle idonee a persone con disabilità. Da luglio il parco e le sue attrezzature sono già a disposizione della cittadinanza; inoltre, a partire da settembre due volte a settimana – il martedì e giovedì – si terranno attività sportive di gruppo, gratuite e aperte a tutti come Yoga e Tai chi- Chi gong.

“L’inaugurazione di questa “Palestra sotto il cielo” – ha detto il direttore amministrativo Ausl Eva Chiericati ringraziando chi ha partecipato al progetto – è la realizzazione di un sogno nato dalla volontà e dalla visione di tanti soggetti che hanno lavorato insieme, ognuno per le sue competenze, per ottenere questo risultato. Gli spazi sono stati realizzati per favorire aggregazione e socializzazione e si è posta una particolare attenzione all’attuazione di percorsi fruibili dai diversamente abili e isole adeguatamente organizzate con attrezzature rispondenti a tutte le caratteristiche richieste. Questo parco, prima luogo chiuso ai tempi del manicomio, quando era una vera e propria città nella città e in seguito spesso considerato luogo di degrado e di abbandono, è stato restituito alla cittadinanza, divenendo non solo un Campus universitario e la sede dell’Azienda Usl, ma un punto d’incontro multigenerazionale, multidisciplinare e multiculturale per tutti i cittadini”.

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