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Articolo n° 31871 del 14/07/2017 - 17:03

Mafie, imputati di Aemilia contro i giornalisti

"In galera perché scrivono cose false", hanno urlato da dietro le sbarre sobillati da un avvocato difensore. L'ordine fa quadrato: le intimidazioni non ci fermeranno. La solidarietà di Mammi, Vecchi e del M5S

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REGGIO EMILIA – Giornalisti “in galera” perche’ “scrivono cose false”. Ad affermarlo sono stati alcuni imputati del processo Aemilia in corso a Reggio Emilia contro la ‘ndrangheta, urlando nel tardo pomeriggio di ieri (da dietro le sbarre dei locali da cui assistono ai lavori del processo nell’aula bunker) contro i cronisti presenti.

Un episodio su cui Antonio Farne’, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna commenta: “L’ennesimo tentativo di delegittimare e intimorire i giornalisti messo in atto dagli imputati del processo Aemilia non condizionera’ il nostro lavoro di operatori dell’informazione al servizio dei cittadini e della verita'”. È “successo cosi’ nel gennaio scorso quando gli imputati chiesero di celebrare il processo a porte chiuse, senza la presenza dei cronisti, succedera’ cosi’ anche questa volta”, ricorda il presidente.

“L’informazione libera – conclude Farne’ – e’ un dovere civile e democratico. Niente e nessuno la puo’ fermare”. Solidarieta’ ai giornalisti anche dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi che assicura: “C’e’ una comunita’ vigile e c’e’ lo sforzo da parte di tutti di conoscere e comprendere fenomeni seri e articolati. E’ lo stesso articolo 21 della Costituzione a ricordare a tutti quanti ogni giorno che non e’ colpendo la stampa, ed i media in generale, che si compiono passi in avanti sul terreno della civilta’, quanto piuttosto il contrario”.

Difende i media anche il sindaco del Comune reggiano di Scandiano, Alessio Mammi: “Con il loro lavoro cercano la verita’ e difendono democrazia e liberta'”.

Le deputate del M5S, Maria Edera Spadoni e Giulia Sarti, scrivono: “Scarpino e Rizzo nelle loro deposizioni al dibattimento Aemilia giocano a fare i marziani mentre dalle celle di sicurezza gli imputati di Aemilia tentano ancora una volta d’intimorire i giornalisti reggiani. Le deposizioni come testimoni (chiamati dagli avvocati degli imputati) del consigliere comunale ex Pd ora Mdp, Salvatore Scarpino e dell’imprenditore Antonio Rizzo sono state politicamente imbarazzanti. Sembrano spaesati marziani giunti per caso sulla Terra, atterrati a Cutro e poi arrivati, sempre in astronave, a Reggio Emilia?”.

Reggio Sera esprime la sua solidarietà ai colleghi Paolo Bonacini, Jacopo Della Porta e Benedetta Salsi che ieri erano presenti in aula