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Articolo n° 31838 del 13/07/2017 - 16:51

La Cgil accusa: “Bassa reggiana, un welfare low cost”

A sei anni dalla nascita dell'Azienda speciale, la Funzione pubblica Cgil traccia un bilancio dello “stato di avanzamento” di quello che era ritenuto un progetto innovativo

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REGGIO EMILIA – A sei anni dalla nascita dell’Azienda speciale, la Funzione pubblica Cgil traccia un bilancio dello “stato di avanzamento” di quello che era ritenuto un progetto innovativo per la gestione dei servizi educativi 0-6 anni del distretto della Bassa Reggiana.

Scrive la Cgil: “Da sei anni gli insegnanti di nido e scuole e le figure amministrative, ex dipendenti comunali, trasferiti dapprima all’Unione e poi comandati all’Azienda speciale Bassa reggiana di Gualtieri, non hanno  ancora un progetto chiaro sul loro trasferimento definitivo presso l’Azienda speciale. Tutti gli accordi sottoscritti dall’Unione con le organizzazioni sindacali sul percorso da seguire, risultano al momento disattesi sia nei tempi che nei modi. Una situazione preoccupante che si trascina da troppo tempo e che determina il perdurare di uno stato di incertezza, soprattutto per il mancato rispetto dei tempi concordati per completare il percorso di integrazione del personale con l’applicazione del contratto degli enti locali per tutti i dipendenti dell’Azienda speciale”.

“Nel frattempo – prosegue la FP CGIL – mentre si assiste alla progressiva estinzione dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (Asp “Progetto persona”), pezzi di welfare continuano  a transitare uno dopo l’altro dall’Unione (gestione pubblica) nel nuovo mega-contenitore di diritto privato: l’Azienda speciale Bassa Reggiana. Ne è una conferma il recente passaggio del Servizio sociale minori (SSIZ) trasferito in “maniera surrettizia” dagli amministratori dell’Unione all’Azienda speciale. In questo pericoloso quadro di dismissione della gestione pubblica, in netta controtendenza rispetto al nostro sistema provinciale, in una situazione di sostanziale  assenza di cooperazione e progettualità tra i Comuni della Bassa che evidentemente  considerano  l’Asp un costo e non una potenziale risorsa, Novellara medita di scegliere la scorciatoia del “fai da te”. Tanto da non escludere affatto la costituzione di una sua Azienda Speciale nella quale far confluire l’Istituzione Millefiori che si occupa di servizi agli anziani”.

Per il sindacato “la collocazione naturale dei servizi socio sanitari è l’Asp, soggetto per sua natura pubblico, come peraltro prescritto dalla legge regionale n°12 del 2013”. Ribadisce “la contrarietà a porre in essere forme di dumping contrattuale (contratti e diritti diversi tra dipendenti con le stesse mansioni) che non solo  penalizzano i lavoratori ma rischiano seriamente di minare la qualità dei servizi erogati nella Bassa Reggiana. Stop ai continui atti unilaterali che l’Unione e l’Azienda speciale continuano ad attuare senza un confronto  con le rappresentanze sindacali, portatrici degli interessi dei cittadini e dei lavoratori”.