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Articolo n° 31852 del 14/07/2017 - 8:44

Aemilia, la Masini: mi sono sentita isolata nel mio partito

L'ex presidente della Provincia: "Durante una riunione di partito dissi ai cutresi di parlare e fui aggredita nel silenzio generale"

Sonia MasiniL'ex presidente della Provincia, Sonia Masini

REGGIO EMILIA – “Anziché discutere con me mi aggrediscono e cercano di isolarmi. Salvatore Scarpino, Salerno, Olivo, persone che abbiamo individuato come rappresentanti di altre persone per bene. Allora mi chiedo chi abbiamo individuato, perché non si è fatto un chiarimento fino in fondo. Io dissi che non potevo stare con una persona così nel partito. Dico che il loro comportamento, le cose che hanno detto, le interviste che rilasciano sono messaggi negativi per gli imprenditori taglieggiati per chi si vuole ribellare”.

E’ un passaggio della deposizione di Sonia Masini, ex presidente della Provincia, ieri pomeriggio durante un’udienza del processo Aemilia.

Quando nel 2012 invito’ la comunita’ cutrese a rompere “il muro di omerta'” sulla ‘ndrangheta, l’ex presidente della Provincia di Reggio Emilia, Sonia Masini, fu duramente attaccata. A confermarlo lei stessa, ascoltata oggi come testimone nell’aula del processo Aemilia.

“Sono ancora convinta di questo appello e mi e’ costato molto, mi dissero che generalizzavo e che volevo colpire una comunita’ che e’ in prevalenza onesta”, afferma Masini. Che precisa poi: “Avevo avuto la convinzione che si dovesse lavorare dall’interno per rompere quel muro di omerta’, non significa affatto ritenere i cutresi delinquenti, anzi al contrario, se ci si da forza reciproca, se si comprende che va rotta quella catena che da decenni, che da secoli, tiene le persone sottomesse, una comunita’ puo’ anche rigenerarsi”.

L’ex presidente della Provincia, che secondo le intercettazioni raccolte dagli investigatori nella cena del 2012 agli Antichi Sapori, sarebbe stata il bersaglio politico di una strategia mediatica di discredito aggiunge: “C’era continuamente questo ritornello che l’economia che faceva riferimento a persone provenienti da Cutro soffriva un disagio e che io peggioravo questa condizione dicendo ai cutresi di rompere il silenzio”.

A proposito dell’Aier, l’associazione di imprenditori edili calabresi fondata da Antonio Rizzo,la testimone spiega: “Rizzo mi chiese un appuntamento e io non glielo diedi mai. Non mi piaceva l’operazione e il contesto di questo invenduto che facesse riferimento solo ad alcune persone, l’imprenditoria di una certa provenienza geografica”.

Oggi, conclude Masini, “con maggiore cognizione ritengo che vi siano comportamenti sfuggenti che hanno delle ombre. Oggi direi anche: reggiani parliamo”.