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Articolo n° 29746 del 17/05/2017 - 22:22

Unioni civili, sono alcune decine. Boschi: “Sì a legge contro omofobia”

Silgata un'intesa contro l'omofobia, oggi in Sala del Tricolore, alla presenza del sottosegretario

BoschiLa foto di gruppo

REGGIO EMILIA – Sarebbero gia’ “alcune decine” le unioni civili tra persone dello stesso sesso in provincia di Reggio Emilia, prima citta’ italiana a celebrarne una all’indomani dell’approvazione della legge nel maggio del 2016. Lo dice il presidente dell’Arcigay reggiana “Gioconda”, Alberto Nicolini, che nella giornata mondiale contro l’omofobia di oggi spiega: “Personalmente a giugno ho gia’ ricevuto l’invito a 6 celebrazioni”.

La prima unione omosessuale in sala del Tricolore, celebrata dal sindaco Luca Vecchi, fu quella dello scrittore Piergiorgio Paterlini con il compagno Marco Sotgiu. Nello stesso luogo, intanto, e’ stato siglato alla presenza del sottosegretario Maria Elena Boschi un protocollo “per il contrasto all’omotransnegativita'” sottoscritto dalle principali istituzioni cittadine. Il testo, che sancisce l’impegno comune nella lotta alle discriminazioni basate sull’identita’ sessuale, sara’ seguito a novembre da una seconda intesa, in cui verranno definite le azioni in capo ai singoli enti.

“Non e’ solo un pezzo di carta: camminera’ sulle gambe e attraverso la testa delle persone”, commenta l’assessore Natalia Maramotti, citando Pietro Calamandrei.

“Questa citta’- ricorda il sindaco di Reggio Luca Vecchi – e’ sempre stata fortemente impegnata sui diritti delle persone, siano quelli dei minori, della violenza di genere,o di cittadinanza”. Reggio, continua Vecchi, “e’ una citta’ storicamente aperta che ha fondato nel dialogo e non sulla paura la relazione fra le diversita'”. Oggi, aggiunge l’assessore regionale Emma Petitti, “serve ribadire con forza che i diritti sono per noi preliminari alla democrazia. La Regione da anni ha costruito un terreno fertile e l’impegno di questo territorio e’ esemplare”.

Il sottosegretario Boschi: “Sì alla legge contro l’omofobia”
“Il lavoro fatto dal Comune di Reggio Emilia e dalla Regione Emilia-Romagna – ha detto la sottosegretaria Maria Elena Boschi – è stato prezioso, oggi come in passato, perché spesso ha aperto strade poi percorse da altre realtà territoriali. Voglio poi sottolineare il ruolo svolto dall’associazionismo, che ha reso possibile oggi di arrivare a questo Protocollo. Per il governo il tema dei diritti civili è prioritario: lo è stato con la legge sulle Unioni civili, che ha segnato una svolta importante, perché è importante che ci siano tante cittadine e cittadini che oggi non sono più invisibili per lo Stato. Fosse stata anche una sola coppia a sottoscrivere la propria unione, la legge non avrebbe perso il suo valore: l’affermazione dei diritti non va a peso.

Maria Elena Boschi

Maria Elena Boschi

“Sul tema dei diritti non bisogna mai abbassare la guardia, perché purtroppo ancora oggi, in Paesi vicini, ma anche all’interno delle nostre stesse comunità, vengono violati. Occorre fare un lavoro di formazione e informazione costante, di inclusione e di impegno attivo nei confronti delle persone più vulnerabili. Ecco perché con il governo abbiamo scelto di destinare risorse per l’inserimento lavorativo delle persone più vulnerabili, e in particolare dei transgender. L’affermazione dei diritti deve partire dalle piccole cose, dalla famiglia, dal posto di lavoro, da quanto è vicino a noi, perché solo se facciamo valere i diritti nelle nostre comunità, possiamo pretendere di farli valere nel resto del mondo”.