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Cresce la povertà, la Regione attiva le contromisure

Sono stati stanziati 10 milioni di euro, che dovranno essere utilizzati dai vari distretti e comuni per poter attuare la Sia (Sostegno inclusione Attiva) e il Res (Reddito di Solidarietà)

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REGGIO EMILIA – Il numero di risparmiatori preoccupati sulla fine che potrebbero fare i propri investimenti cresce con il diffondersi di notizie poco confortanti sul numero di banche realmente sicure alle quali affidare i propri soldi (approfondimenti su http://www.migliorcontocorrente.org/banche-sicure.htm). Ma il numero di persone che non ha tempo di preoccuparsi di questo, perché devono risolvere problemi molto spesso legati alla pura sopravvivenza, sta crescendo in tutte le Regioni italiane. Per fortuna l’Emilia Romagna non rimane a guardare e si è dimostrata tra le più attive nell’intraprendere la strada concreta e pratica per mettere in atto gli strumenti che già esistono per lottare contro la povertà e il problema dell’inclusione sociale.

Per la Regione sono stati stanziati 10 milioni di euro, che dovranno essere utilizzati dai vari distretti e comuni per poter attuare la Sia (Sostegno inclusione Attiva) e il Res (Reddito di Solidarietà). Il vicepresidente alla Regione nonché assessore al welfare Elisabetta Gualmini ha intanto fatto sapere che per 11 distretti sono state trovate le risorse che permetteranno l’attuazione nell’immediato futuro per l’attuazione di altrettanti progetti. A breve si provvederà anche per i prossimi distretti a trovare l’adeguata copertura che servirà per assumere personale e definire le strutture organizzative per consentire l’uso da parte dei destinatari degli stanziamenti via via approvati localmente.

In particolare l’assessore Gualmini ha reso noto che questo primo stanziamento è stato di 4 milioni di euro, ed andrà a coprire 11 progetti immediatamente e a breve altri 27, per un totale di 38. Per tutti si rientrerà nell’attuazione delle misure previste per la Sia. Come si potrà accedere ai fondi? Il meccanismo prevede la domanda che andrà fatta in modo conforme agli avvisi pubblici che l’autorità garante preposta renderà noti. Sarà quindi necessario rifarsi al proprio distretto sanitario, e seguire l’iter preposto, che sarà tuttavia indicato sia nei regolamenti di attuazione, e che sarà anche affiancato dalla consulenza fruibile tramite la “macchina organizzativa” che si sta costruendo, si spera, in tempi brevissimi.

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