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Monte Paschi dice sì al piano di Oxy Capital, Unieco tira il fiato

Il cda della banca ha approvato l'accordo che permetterà alla coop di reperire 25 milioni di liquidità. Ma gli ispettori di Legacoop nazionale hanno chiesto al ministero la liquidazione della coop. Spunta l'idea di creare una bad e una good company con la regia di Legacoop

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REGGIO EMILIA – Il Cda di Monte Paschi Siena ha approvato l’accordo con Unieco relativamente al piano con il fondo Oxy Capital che si era candidato a rilevare buona parte del patrimonio immobiliare di Unieco in cordata con un altro fondo, Attestor Capital. Per avere maggiori dettagli, bisognerà aspettare la firma dell’accordo fra la banca, la coop e i due fondi, ma si può dire che Unieco, per ora, può tirare un po’ il fiato.

In precedenza la banca senese aveva bocciato il piano, influenzando anche gli altri istituti di credito dato che Mps è il maggior creditore di Unieco con circa 100 milioni di euro, perchè giudicava troppo modesta la quota di indebitamento di Unieco di cui Oxy era pronta a farsi carico. Mps aveva chiesto alcuni milioni di euro in più rispetto al piano di rimborso originale.

La coop potrà così reperire 25 milioni di liquidità per finanziare l’attività ordinaria, mentre i due fondi acquirenti subentreranno all’azienda reggiana nei debiti che questa ha verso le banche. Gli istituti di credito, da Montepaschi Siena a Unicredit a Cariparma avevano bocciato l’operazione che avrebbe comportato la rinuncia a una parte consistente dei crediti che vantano e che, nel complesso, ammontano a circa 300 milioni di euro. Ora, invece, pare che la quadra sia stata trovata e questo potrebbe aprire la strada a un accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182 bis della Legge Fallimentare, come già avvenuto con Ccpl.

Oltre a questo si apprende che Legacoop potrebbe entrare in campo per mettere insieme i diversi pezzi superstiti del settore edile, Coopsette e la stessa Unieco, per unirli in una nuova cooperativa. L’idea è di creare una nuova società che rilevi le attività di Unieco creando una good company e una bad company un po’ come è avvenuto con Sicrea e Cmr.

Propedeutica all’accordo con le banche, probabilmente, è stata anche la procedura di licenziamento collettivo di metà dei dipendenti della storica cooperativa di costruzioni reggiana che riguarda 30 operai e 140 tra impiegati, tecnici e amministrativi.

La cautela è comunque d’obbligo perché i revisori di Legacoop nazionale, dopo una recente ispezione, hanno chiesto al ministero dello Sviluppo economico che Unieco, visto lo stato di insolvenza della coop, sia ammessa alla procedura di liquidazione coatta amministrativa con l’avvio dell’iter per la nomina del liquidatore. Bisogna però aggiungere che, in presenza di elementi nuovi tali da modificare il quadro (e sicuramente l’accordo con Monte Paschi e il progetto di Legacoop lo sono, ndr) il Cda di Unieco potrebbe opporsi alla liquidazione e ottenere il congelamento del percorso di nomina del liquidatore.

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