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Articolo n° 24936 del 13/01/2017 - 16:06

Emilbanca: “Governance a Bologna, ma cuore sui territori”

Il direttore generale Ravaglia: “Daremo più potere ai soci attraverso una riforma e un potenziamento dei comitati locali, non ritireremo l’appoggio a famiglie e imprese locali"

RelatoriIl gruppo dei relatori

REGGIO EMILIA – “Daremo più potere ai soci attraverso una riforma e un potenziamento dei comitati locali, non ritireremo l’appoggio a famiglie e imprese locali che avranno anzi maggiore sicurezza dalla riacquistata solidità della loro banca”.

Dopo la presentazione del progetto di aggregazione del Banco Cooperativo Emiliano in Emil Banca, Daniele Ravaglia, direttore generale designato della nuova banca se i Soci delle due Bcc il 12 febbraio prossimo approveranno la fusione, chiarisce che lo spostamento a Bologna della governance della nuova banca non inciderà negativamente sui territori oggi di competenza del Banco Cooperativo Emiliano.

“L’esperienza passata mi ha convinto che non sia la dimensione a determinare l’attenzione locale ma la strategia, e noi ce l’abbiamo”, spiega il direttore generale di Emil Banca. Quindi attenzione ai territori, in particolare a quelli più disagiati come quelli montani, lavorando in rete con le realtà locali più significative, per aree territoriali precise.

“Riproporremo anche a Reggio Emilia, Parma, Mantova e Modena l’esperienza di successo dei nostri Comitati Soci locali”, continua Ravaglia. In Emil Banca, che oggi si estende su un territorio molto simile a quello del Banco Cooperativo Emiliano, operano 19 Comitati Soci Locali (uno a Ferrara e uno a Bologna sono dedicati ai Soci under 35). Hanno lo scopo di favorire il mantenimento di un solido radicamento della Banca nel territorio e, negli anni, sono diventati un concreto punto di riferimento per le comunità. Sono dotati di risorse economiche, che gestiscono in piena autonomia, sostenendo centinaia di iniziative e realtà locali che, in molti casi, hanno come unico sostegno proprio quello che viene dato loro dai Comitati Soci della Banca.

“Una volta che la fusione sarà approvata dalle Assemblee, territorio per territorio dove è presente oggi il Banco Cooperativo Emiliano  proporremo la costituzione di questi Comitati Soci. è  ancora prematuro pensare ad un numero preciso dei Comitati che si formeranno – aggiunge Ravaglia – Molto dipenderà dall’interesse e della voglia di partecipare che dimostreranno i Soci locali”.

In Emil Banca il numero dei comitati è andato aumentando negli anni, con un’aggregazione per aree d’interesse che si è via via modificata. A Bologna, per fare un esempio, operano due Comitato Soci mentre sull’Appennino bolognese, dove sono attivi da oltre 30 anni, ne esiste uno per ogni filiale. In tutto sono 140 le persone che spendono parte del loro tempo per la banca, volontariamente e senza percepire compensi. Si riuniscono periodicamente discutendo delle esigenze delle specifiche comunità ed intervenendo, per quanto possibile, per la loro risoluzione.

“I Comitati Soci – precisa Ravaglia – si inseriscono in un più ampio Progetto Soci che sarà esteso anche a tutto il territorio della nuova Banca e che prevede, oltre a servizi bancari a prezzi calmierati, anche una serie di servizi extra-bancari molto vantaggiosi che vanno dalla tutela della salute alla previdenza fino ai viaggi e alle convenzioni. In continuità con l’operato del Banco Cooperativo Emiliano – conclude – la nostra attività bancaria continuerà a puntare sulla conoscenza del cliente, sulle relazioni e sulle persone garantendo che, in collaborazione con gli Enti locali e l’associazionismo, continueremo ad essere motore dello sviluppo economico, sociale e culturale dei nostri territori”.

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