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Sel, il circolo Berlinguer si scioglie: “Finito un ciclo”

Montanini e Milazzo: "Con la vittoria del NO si apre la possibilità di ricostruzione di un area democratica e progressista"

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REGGIO EMILIA – “Il 6 novembre 2016 l’assemblea nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà ha assunto l’impegno di portare a conclusione il percorso di scioglimento di SEL (come già deciso nell’assemblea nazionale del 24 gennaio scorso che ha deliberato di non rinnovare la campagna di tesseramento per il 2016) considerando esaurita l’esperienza e la proposta politica che ci ha visto protagonisti insieme al PD, del progetto Italia Bene Comune. Un progetto che non ha ricevuto il consenso necessario per un governo di centrosinistra del paese e con  il governo Renzi ha visto prevalere un orizzonte neo centrista, che ha portato all’oscuramento del valore sociale del lavoro con la crescita delle diseguaglianze e della povertà.

Il dibattito e lo scontro aperto sulla riforma costituzionale del governo, con la vittoria del NO si apre la possibilità di ricostruzione di un area democratica e progressista (dopo gli anni del Renzismo e del partito della nazione). Non è più il tempo per una forza identitaria e minoritaria ripetendo un film già visto, Arcobaleno, la lista Tsipras con la sua frantumazione successiva, dobbiamo guardare alla costruzione di un perimetro molto più grande, quel perimetro che ambivamo di realizzare con la nascita di SEL che non siamo riusciti a fare perché  ha prevalso la conservazione delle piccole rendite di posizione fino alla pratica parlamentare.

Crediamo esista uno spazio per rilanciare il centrosinistra nei territori con a riferimento l’esperienza di governo dei comuni (in una società frantumata c’è bisogno di più Welfare come strumento universale che contrasti la povertà) per correggere e contrastare sul piano sociale, dei diritti civili e nel lavoro la rotta del governo Renzi.

Con lo scioglimento di SEL e nel nostro caso del circolo E. Berlinguer  si chiude un ciclo politico al quale abbiamo contribuito con passione ed entusiasmo, ma anche accompagnata  da delusioni ed errori. Ora c’è bisogno di un rinnovato impegno collettivo per ridare un senso e credibilità alla politica, una politica che torni a parlare e rappresentare le condizioni di vita di un popolo stremato dalla crisi economica e sociale. La sinistra deve trovare la capacità di mettere in campo un progetto alternativo nel nostro paese e in Europa sui temi del  lavoro, solidarietà e innovazione. Riprendiamo quindi il cammino per riaprire la discussione e contribuire alla ricostruzione di una  sinistra che vuole contare che possa essere determinante per il futuro del paese che non deve essere divisa, ma unita, avendo a riferimento il modello dell’Ulivo”.

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