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Articolo n° 23436 del 01/12/2016 - 19:21

Pavia, esplosione in una raffineria dell’Eni

E' una delle più grandi d'Italia, si trova a Sannazzaro de' Burgondi. L'avviso ai residenti: "Non uscite di casa"

PaviaL'incendio

REGGIO EMILIA – Esplosione intorno alle 16 all’interno della raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia), una delle più grandi d’Italia. Non ci sarebbero feriti. Dalla raffineria si è innalzata una colonna di fumo nero visibile a decine di chilometri di distanza. Un appello alla popolazione di Sannazzaro a rimanere in casa è stato fatto dal comune. Solo un lavoratore, nel fuggire, sarebbe caduto procurandosi lesioni lievi ad un ginocchio. E’ l’unica persona che ha riportato conseguenze per l’incendio.

Ma c’è l’allarme per l’ambiente e anche per il fumo nero che ha impestato l’aria
“Non uscite di casa” è l’ordine per tutta la popolazione. In paese e nella vicina Ferrera Erbognone si sono registrati malori dovuti al panico. La scena è stata apocalittica: i testimoni, che hanno riversato sui social decine di foto e video, dicono di aver visto “una palla di fuoco alta decine di metri”. L’incendio, che si è verificato nella zona denominata Cantiere Est 2, una parte dell’impianto di recente realizzazione, è stato domato dopo circa un paio d’ore. L’assessore alla Protezione Civile, Roberto Fuggini, afferma che “è uno dei più grossi incidenti che si siano mai verificati in questo impianto” che già nel mese di luglio aveva registrato un altro incendio: in quel caso però un operaio trentenne era rimasto ustionato. I danni all’impianto sono ingentissimi.

Conseguenze ambientali da valutare
Sul posto sono arrivati vigili del fuoco da tutta la provincia per dare manforte alle squadre interne: al lavoro ci sono circa quaranta pompieri al lavoro. Sono tutte da valutare le conseguenze ambientali: per questo motivo, oltre a soccorso sanitario e vigili del fuoco, sono corse sul posto anche squadre della protezione civile, Arpa e forze dell’ordine. Secondo l’Ats (che pure è sul posto) non c’è caduta di particolato al suolo, probabilmente perché il prodotto che sta bruciando è raffinato e anche perché i venti stanno spingendo il fumo in verticale.