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Articolo n° 23411 del 01/12/2016 - 17:08

Il vescovo Camisasca ha incontrato alcuni profughi

Ieri sera, nella ex scuola Ifoa a Reggio, ospitati per la prima accoglienza dalla Caritas diocesana

vescovoIl vescovo Camisasca con gli immigrati (Foto di Giuseppe Codazzi)

REGGIO EMILIA – Il vescovo Massimo Camisasca ha visitato un gruppo di migranti di origine africana ieri sera, nella ex scuola Ifoa a Reggio, ospitati per la prima accoglienza dalla Caritas diocesana. Si tratta in totale di 28 persone, 21 uomini e 7 donne, provenienti da Guinea Conakry, Mali, Nigeria, Senegal e Costa d’Avorio e arrivati partendo dalla Libia. Dai porti di Catania, Trapani e Vibo Valentia sono stati indirizzati per una quindicina di giorni all’Hub di Bologna, prima di arrivare in territorio reggiano l’8 novembre scorso.

L’incontro con il vescovo, accolto con riconoscenza da una serie di cartelli, scritti in diverse lingue, si è svolto in un clima di cordiale fraternità. Con ciascuno degli ospiti monsignor Camisasca si è intrattenuto personalmente, conversando ora in inglese ora in francese e lasciando come regalo un dizionario della loro lingua per la traduzione dei vocaboli in italiano.

Erano presenti, oltre al direttore della Caritas reggiano-guastallese Isacco Rinaldi, anche i sacerdoti dell’unità pastorale “Padre Misericordioso” (parrocchie Sacro Cuore, Preziosissimo Sangue, Coviolo e Rivalta) nel cui territorio sorge la struttura per l’accoglienza maschile recentemente approntata in accordo con la Prefettura, con il parroco don Davide Poletti, il vicario don Paolo Tondelli e il collaboratore don Antonio Romano, nonché numerosi volontari delle comunità cristiane che curano soprattutto la relazione umana con i migranti, coinvolgendoli nella frequenza di corsi d’italiano e in servizi utili alla collettività, in modo da favorirne il concreto inserimento.

Strutture di seconda accoglienza sono state già attivate presso le parrocchie di Ligonchio, Pieve Saliceto e San Bernardino di Novellara e diverse altre unità pastorali della Diocesi si stanno interrogando sui possibili percorsi di ospitalità.
Il vescovo ha ringraziato tutti i volontari presenti, definendoli “testa, mani e piedi” della Chiesa diocesana e invitandoli a fare amicizia con gli ospiti, in un atteggiamento di ascolto. Un canto gospel in inglese, intonato dalle donne migranti e accompagnato dal battimani di tutti, ha concluso in allegria la visita.