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De Franco sul futuro gestore del servizio idrico

L'intervento del consigliere comunale Pd a Reggio Emilia sulla futura gestione del servizio idrico integrato

REGGIO EMILIA – Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Lanfranco de Franco, consigliere comunale Pd a Reggio Emilia, sul futuro del servizio idrico integrato, il cui gestore a suo dire “dovrà avere un vero radicamento sul territorio” reggiano.

“Martedì scorso si è tenuta la commissione comunale sullo stato di avanzamento del percorso verso la creazione di una società mista di gestione del servizio idrico integrato a Reggio Emilia. La presentazione è stata svolta dall’avvocatessa Ricciardi di Atersir, alla presenza dell’assessore Mirko Tutino, dei membri della commissione e dei rappresentanti del forum provinciale Acqua Bene Comune. I prossimi passi verso il nuovo soggetto affidatario del servizio saranno la stesura del piano economico finanziario, l’approvazione degli atti di gara e la procedura per arrivare al subentro all’attuale gestore previsto per il 1 gennaio 2018.

Lanfranco De Franco

Lanfranco De Franco

“Ho sempre sostenuto l’idea di far gestire l’acqua ad un’azienda pubblica. Quando a dicembre 2015 i Sindaci hanno scelto – per i timori legati all’indebitamento – di andare in una direzione parzialmente diversa, ho segnalato quanto fosse importante che il “piano Caia” preservasse comunque molti aspetti dell’idea iniziale: maggioranza societaria pubblica, legame con il territorio reggiano e trasparenza nella gestione e nei conti che la caratterizzano. Quindi ogni soluzione tecnico-giuridica che verrà adottata nei prossimi mesi non potrà prescindere da quel punto di partenza.

In particolare mi riferisco agli atti di gara e al disciplinare tecnico che dovranno essere strutturati affinché il gestore operativo privato, che avrà una quota minoritaria nella società mista, abbia una forte presenza e competenze locali e non sia un mero acquirente di servizi da una società extra-territoriale. La futura società mista vedrà i comuni reggiani partecipare con una quota superiore al 50% nella compagine societaria e poteri di controllo e direzione sul gestore privato, ma questo non ci può bastare. Il radicamento nella nostra provincia del gestore operativo e dei servizi industriali non potrà essere solo sulla carta, ma effettivo per permettere alla futura società di conservare lo stretto rapporto che storicamente il gestore pubblico ha avuto con il nostro territorio. Chiaramente ci sono servizi che potranno essere lontani da Reggio, ad esempio assistenza informatica o fatturazione, ma sulle manutenzioni e il controllo dei processi operativi è necessario essere vicini anche fisicamente alle problematiche. Anche perché queste sono le eccellenze che hanno permesso al nostro sistema idrico di avere basse perdite e acqua di qualità di cui usufruiscono i reggiani di tutta la provincia, indipendentemente da quanto effettivamente costi portare l’acqua nelle singole case, che si parli dell’alto crinale o della bassa.

Su questi punti il consiglio locale, che si avvarrà del supporto tecnico-giuridico di Atersir e del prof. Caia, potrà intervenire in maniera importante nei prossimi mesi raggiungendo una soluzione quanto più possibile vicina a un vero controllo pubblico del gestore operativo. Anche il rispetto dei tempi previsti è molto importante, in assenza di un quadro normativo nazionale favorevole alle soluzioni pubblicistiche. Infatti mentre l’Unione Europea considera l’“in house” uno dei tre modelli di riferimento per la gestione dei servizi pubblici essenziali, il legislatore e l’esecutivo italiani non stanno aiutando negli ultimi anni gli enti locali ad adottare soluzioni di questo tipo, spingendo anzi verso l’ingresso di soggetti privati in questi servizi. Non essendo prevedibili inversioni di tendenza, sarebbe saggio arrivare ad un chiusura del percorso misto reggiano prima di eventuali modifiche peggiorative del quadro normativo nazionale.”