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Articolo n° 21589 del 17/10/2016 - 11:41

Castellarano, in manette la banda dei bancomat

La base degli otto napoletani era a Castellarano. Sequestrati circa 20.000 euro. Avevano scanner sintonizzati su frequenze radio forze polizia, inibitori di trasmissioni radio, lance termiche complete di bombole e numerosi attrezzi da scasso

Money BurningLa conferenza stampa

CASTELLARANO (Reggio Emilia) – Otto napoletani sono stati arrestati, nella notte fra sabato e domenica, dai carabinieri con l’accusa di fare parte di una banda che apriva i bancomat con la fiamma ossidrica. Con l’accusa di associazione per delinquere, finalizzata al furto aggravato di sportelli bancomat, sabato notte sono finiti in manette i napoletani, Francesco Roselli, 35 anni, Claudio Miele, 28 anni, Paolo Luigi Ercole, 34 anni, Francesco Sarno, 42 anni, Massimo Coppola, 41 anni e Antonio Marsicano 42 anni, tutti residenti a Napoli, e Giovanni Ambra, 39 anni residente a Castellarano.

Un’operazione, quella dei carabinieri, condotta grazie al connubio tra la attività di controllo del territorio, esercitata dai carabinieri di Castellarano, nel cui Comune la banda aveva la base, e gli approfondimenti investigativi sui dati raccolti nel corso dei servizi.

Sono stati sequestrati circa 20mila euro provento dell’ultimo colpo. Avevano scanner sintonizzati su frequenze radio forze polizia, inibitori di trasmissioni radio, lance termiche complete di bombole, numerosi attrezzi da scasso e da travisamento e appunti con dati su altre banche di tutto il nord Italia

I militari di Castelnovo Monti, coordinati dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi, hanno fermato una banda specializzata nei colpi ai bancomat che svuotavano grazie all’utilizzo della fiamma ossidrica. Gli otto arrestati sono accusati, in concorso, del colpo ai danni del bancomat del Monte dei Paschi di Siena, compiuto a Reggio Emilia la notte del 12 ottobre scorso.

Secondo quanto ha detto il comandante dei carabinieri, il colonnello Antonino Buda, “il capo della banda era Giovanni Ambra, residente a Castellarano”. I carabinieri hanno concentrato le loro attenzioni su di lui, dopo alcune segnalazioni di cittadini che si erano insospettiti per avere visto delle persone nuove in paese, e hanno atteso che tutta la banda si trovasse a casa sua in via Allegri nella zona industriale di Castellarano. Poi, sabato notte, li hanno arrestati.

La banda era veramente attrezzata. Aveva un jammer, ovvero un disturbatore di frequenze, che impediva di far scattare l’allarme della banca e non permetteva a eventuali passanti di chiamare le forze dell’ordine con il cellulare. D’altronde, con la fiamma ossidrica, bastavano tre minuti per portare a termine il colpo. La banda è considerata responsabile di almeno quattro colpi, tutti ai danni di bancomat del Monte Paschi di Siena, negli ultimi tre mesi.

Gli arrestati

Gli arrestati

Ha detto il colonnello Buda: “E’ la prima volta che, a Reggio, ci capita di trovare un jammer per disturbare le frequenze di allarmi e cellulari”. Le indagini continuano, perché econdo gli inquirenti farebbero parte di una banda ben strutturata ed organizzata, specializzata negli assalti ai bancomat, che agiva in tutto il nord Italia.

I ringraziamenti del sindaco Vecchi
Il sindaco Vecchi ringrazia i carabinieri: “Desidero esprimere a nome dell’Amministrazione comunale di Reggio Emilia il mio ringraziamento all’Arma dei Carabinieri di Reggio Emilia, al comandante colonnello Antonino Buda e a tutti agli organi inquirenti che hanno investigato in questi giorni, per essere giunti allo smantellamento di una banda professionisti che colpiva gli sportelli bancomat non solo delle filiali della provincia reggiana ma, apprendiamo oggi dagli organi di stampa, di gran parte del nord Italia.  Nel blitz sono stati ritrovati mezzi per eludere i controlli, mappe dettagliate e strumentazione sofisticata, a dimostrazione che si trattava di un sodalizio criminale dedito a questo genere di attività in un raggio d’azione molto ampio. La tempestività dell’intervento e l’efficacia con le quali si è giunti ad arrestare i responsabili del colpo dello scorso 12 ottobre sono la riprova ulteriore dell’altissimo livello di professionalità e dedizione messo in campo tutti i giorni dalle forze dell’ordine reggiane”.